Iran e Turchia stringono patto d’acciaio sul Medio Oriente. Occidente inerte

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I Presidenti di Iran e Turchia si sono incontrati ieri a Teheran per discutere del futuro del Medio Oriente e delle prossime mosse in comune nello scacchiere mediorientale. Ne emerge un asse tra i due Paesi che non può non allarmare la comunità internazionale.

Il Presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, e quello iraniano, Hassan Rouhani, si sono incontrati ieri a Teheran dove hanno ribadito la volontà comune di Iran e Turchia nel rafforzare la cooperazione finanziaria e militare tra i due Paesi.

La comunicazione ufficiale seguita all’incontro è tutto un programma su quelle che sono le intenzioni turco-iraniane per il prossimo futuro del Medio Oriente.

I due Presidenti sono praticamente d’accordo su tutto, dalla Siria alla cosiddetta Palestina passando per il sostegno alla popolazione rohingya in Myanmar e alla opposizione alla nascita di uno Stato curdo indipendente.

Nel contesto del Consiglio strategico per la cooperazione allo sviluppo istituito tra i due Paesi, i Presidenti di Iran e Turchia hanno stipulato quello che appare come un vero patto d’acciaio sia a livello militare che economico. Un accordo per la spartizione della Siria in aree di influenza, una linea comune per sostenere la causa palestinese e infine un ammonimento al Kurdistan a non proseguire sulla strada della indipendenza ventilando un intervento armato congiunto nel caso Erbil non segua i consigli mafiosi di Teheran e Ankara. Non sono mancati anche accordi commerciali per un valore di svariati miliardi.

Perché la comunità internazionale dovrebbe essere allarmata?

Qualcuno potrebbe dire che in fondo non c’è nulla di male se due Stati vicini raggiungono importanti accordi su questioni regionali e di cooperazione. Sarebbe vero se quei due Stati fossero democratici e se non intendessero imporre alla regione le loro decisioni. In questo caso purtroppo non si parla di Stati democratici né è accettabile che vogliano imporre al Medio Oriente le loro politiche fondate oltre tutto sul fondamentalismo islamico. A questo va aggiunto che la posizione della Turchia come membro della NATO dovrebbe quantomeno sconsigliare patti militari con l’Iran se non proprio impedirli. Il fatto che per la comunità internazionale tutto questo rientri nella normalità è forse la cosa più preoccupante che emerge da questo importantissimo incontro per lo più snobbato dai media internazionali nonostante la sua importanza per il Medio Oriente. Purtroppo crediamo che ormai sia del tutto inutile appellarsi al buon senso della comunità internazionale. Ormai si guarda all’espansionismo islamico come una cosa normale e si preferisce prediligere gli affari al buon senso e al futuro della civiltà occidentale. Se per tutti è normale che Iran e Turchia stringano un patto d’acciaio di questo tipo senza destare il minimo allarme allora siamo alla frutta e ci meritiamo il fondamentalismo islamico.

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