Iran: vietato ai parlamentari europei visitare dissidenti in carcere. Missione annullata

Iran: una delegazione del Parlamento Europeo voleva recarsi in visita in Iran per “aprire una finestra di dialogo”. Unica richiesta dei parlamentari: vedere due dissidenti attualmente in carcere, l’avvocatessa Nasrin Sotoudeh e il regista Jafar Panahi, insigniti dal Parlamento Europeo del premio Sakharov.

Apriti cielo. Inizialmente l’Iran aveva accettato con “entusiasmo” l’apertura europea, per altro criticata da più parti in Europa. La delegazione di parlamentari europei guidata da Tarja Cronberg, ambientalista finlandese (gli altri quattro erano due socialdemocratici, uno della Sinistra Unita (GUE / NGL) e un ecologista ), sarebbe dovuta arrivare a Teheran per “parlare con il regime delle sanzioni”, incontrare il Ministro degli Esteri per negoziare (una riduzione delle sanzioni???) e vedere diversi parlamentari iraniani. Ma poi qualcuno nel Parlamento europeo ha avuto la bella idea di chiedere ai delegati che si apprestavano a partire per l’Iran che pretendessero di vedere i due attivisti dei Diritti Umani incarcerati e insigniti del premio Sakharov, una richiesta che chiaramente i delegati europei non potevano esimersi dall’accettare. Così all’Iran è stato comunicato che i parlamentari europei volevano vedere Nasrin Sotoudeh e Jafar Panahi per potergli consegnare il prestigioso premio. Immediato il rifiuto del regime iraniano un rifiuto che ha portato all’annullamento della “missione”.

Quindi, con buona pace dei pacivendoli più che intenzionati a fare inopportune aperture al regime iraniano, è bastato nominare la frase “Diritti Umani” che gli Ayatollah si sono chiusi a riccio negando qualsiasi visita ai due attivisti incarcerati (Panahi è agli arresti domiciliari). Sarà per un’altra volta, tanto sicuramente la Ashton e il nutrito gruppo pacivendolo studieranno qualcos’altro per andare a genuflettersi davanti al regime assassino di Teheran.

Sarah F.

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