ISIS ha usato armi chimiche, è ufficile. Il “capolavoro” di Obama

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Il Governo americano ha le prove che lo Stato Islamico, ISIS, ha usato armi chimiche in Siria e in particolare avrebbe usato gas mostarda nell’attacco alla città di Hasakah. Lo riferisce la CNN e lo confermano fonti del Pentagono. ISIS avrebbe usato armi chimiche anche in un attacco avvenuto la scorsa settimana nel nord dell’Iraq.

Secondo la CNN, che cita funzionari dell’intelligence americana, ISIS avrebbe usato un “precursore” del gas mostarda e non armi sottratte agli arsenali di Assad. In sostanza si tratterebbe di armi chimiche prodotte in casa dai terroristi il che, se è possibile, preoccupa ancora di più gli analisti in quanto dimostrerebbe che lo Stato Islamico è in grado di produrre in maniera autonoma questo tipo di armi.

Cosa cambia nell’approccio alla guerra al ISIS?

L’uso di armi chimiche viene generalmente considerato come “una linea invalicabile” oltrepassata la quale la comunità internazionale dovrebbe essere autorizzata (obbligata) a intervenire direttamente per mettere fine alla minaccia. In realtà anche questa volta sembra che la coalizione anti-ISIS a guida statunitense non sia intenzionata a cambiare la sua linea di approccio al problema, che è quella molto limitata di fornire solo appoggio aereo a chi combatte sul terreno. E qui nasce l’equivoco. A combattere sul terreno sono solo i curdi che però vengono quotidianamente attaccati dalla Turchia, membro della NATO, alleata degli USA e recentemente entrata nella coalizione anti-ISIS. In tutto questo c’è una contraddizione di fondo, una contraddizione aggravata dal fatto che l’attacco con armi chimiche avvenuto la scorsa settimana nel nord dell’Iraq ha colpito proprio le forze curde.

Intanto Obama sta perdendo ancora di più il senso di quello che sta avvenendo nella guerra al Daesh dove ci sono diverse fazioni che si combattono l’una con l’altra ma anche dove l’unico punto fermo sembra essere proprio la vicinanza tra ISIS e Turchia, che però ufficialmente dovrebbe combattere il Daesh. Se pensavamo di aver visto il peggio della diplomazia di Obama ora ci dobbiamo ricredere. Il caos che sta creando nella lotta al Daesh è senza ombra di dubbio il suo capolavoro.

Sciiti (Iran) fermi

Obama pensava di poter sostituire i combattenti curdi con i miliziani sciiti eterodiretti da Teheran. Solo che gli iraniani sono fermi in attesa, probabilmente, che il Congresso USA ratifichi l’accordo sul nucleare iraniano che, sempre nelle intenzioni di Obama, tra i “vantaggi” che portava avrebbe avuto proprio il coinvolgimento dell’Iran nella lotta al Daesh. A parte che, come abbiamo visto, Iran (sciiti) e ISIS (sunniti) sono la stessa faccia (feccia) della medaglia dell’estremismo islamico. Poi coinvolgere gli sciiti senza mettere in conto che questo comporterebbe salvare Assad è semplicemente pazzesco, senza contare poi che salvare Assad vuol dire andare contro la Turchia. Davvero un bel pasticcio di cui Obama è l’unico vero responsabile.

Alla fine il fatto che ISIS abbia usato – e usi ancora – armi chimiche passerà ben presto nel dimenticatoio, tanto le usa sui curdi e loro, si sa, sono abituati a subire attacchi con armi chimiche (ricordate Saddam che ne ha gasati a migliaia con quelle armi chimiche che, secondo i pacifisti, non aveva?). Lasciamo quindi in pace i tecnici del Daesh e riparliamone quando le useranno in qualche attentato in Europa.

Scritto da Aaron T.

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