ISIS, studio rivela: vi aderiscono più i musulmani colti e integrati

 

Uno studio di Banca Mondiale (World Bank) smentisce il luogo comune che vuole le componenti più ignoranti e povere del mondo islamico essere le più propense a radicalizzarsi e ad aderire al ISIS.

Secondo lo studio diffuso da Banca Mondiale avviene esattamente il contrario, cioè ad aderire allo Stato Islamico sono principalmente i musulmani più colti ed istruiti rispetto a quelli con meno istruzione. Nessun nesso nemmeno con la povertà, infatti lo studio rivela che il terrorista tipo del ISIS fa parte della media borghesia, sia araba che europea, con pochi problemi finanziari.

Lo studio commissionato da Banca Mondiale puntava a individuare le ragioni socio-economiche che spingono molti giovani musulmani europei, africani e mediorientali ad aderire alla ideologia dello Stato Islamico. Per molto tempo si è pensato che uno dei fattori scatenanti fosse proprio la povertà e l’isolamento sociale quando non la mancata integrazione. Beh, era tutto falso. Lo studio ha dimostrato che invece la maggior parte degli aderenti allo Stato Islamico ha un livello culturale mediamente più alto dei loro coetanei, hanno studiato, molti si sono laureati e non provengono da ambienti poveri.

Analizzando un database sottratto allo Stato Islamico è emerso che il 69% delle reclute del ISIS ha una formazione superiore. Un quarto di questi è laureato mentre oltre la metà ha comunque frequentato l’università. La maggioranza delle reclute dello Stato Islamico prima di arruolarsi aveva un lavoro e non versava in gravi situazioni finanziarie e tanto meno era isolato o poco integrato.

L’unico punto dove ISIS attinge in ambienti poveri e ignoranti è quello che riguarda gli attentatori suicidi dove in effetti solo un attentatore su nove fa parte del gruppo più “erudito” mentre otto elementi su nove provengono da ambienti poveri e hanno una scarsa formazione. Tuttavia, secondo il database sottratto al ISIS, anche le reclute più colte si dicono disposte a suicidarsi per raggiungere i loro obiettivi anche se poi difficilmente il Califfo li utilizza in missioni suicide.

Lo studio di Banca Mondiale evidenza come «questi individui siano ben lungi dall’essere ignoranti e poveri. Daesh al contrario recluta con più facilità tra le persone più colte e posizionate economicamente nella fascia medio-alta». E giusto per sfatare un altro mito, lo studio ha evidenziato che la maggioranza delle reclute di ISIS che hanno una cultura medio-alta sono al contrario più “ignoranti” a livello religioso. Solo il 4% di loro conosce a fondo il Corano, il 20% ha una conoscenza media delle scritture mentre il resto ha una “conoscenza base” (minimale) delle regole islamiche.

Cosa si deduce da questo studio? Prima di tutto che non è vero che la mancata integrazione, la povertà e l’ignoranza sono gli elementi alla base del successo dello Stato Islamico nel diffondere la sua ideologia. Anzi, avviene l’esatto contrario. Daesh attinge più facilmente nelle schiere di musulmani colti e certamente non poveri anche se per gli attentati suicidi preferisce usare “carne da macello”. Anche la supposta mancata integrazione in occidente non è affatto una delle cause che spingono i giovani musulmani ad aderire a Daesh. La maggioranza delle reclute del ISIS ha dichiarato infatti di vivere una vita normale, alcuni persino peccaminosa prima di redimersi.

Scritto da Shihab B.

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