Islam e amore per Hitler, qualche domanda ce la vogliamo porre?

Gli arabi bramano il ritorno di Hitler. Che il Mein Kampf fosse uno dei libri più letti nel mondo arabo lo sapevamo già ma fino ad oggi, salvo in rari casi, gli arabi non avevano mai espresso apertamente la loro simpatia per il nazismo. Con un articolo pubblicato sul quotidiano iracheno Al-Zaman dal giornalista Karim Al-Taee anche questo tabù è stato superato.

L’articolo si intitola «l’Iraq ha bisogno di Hitler» ed è una lode senza ritegno al Mein Kampf con tanto di citazioni testuali. In particolare nell’articolo si denuncia che gli ebrei che vivono nel nord dell’Iraq aiutati dagli imperialisti occidentali (ebrei e imperialisti ci sono sempre nei complotti arabi) avrebbero un piano segreto per prendere in consegna la città di Mosul e poi piano piano tutte le risorse irachene. Karim Al-Taee afferma di poter capire quello che provava Hitler quando ha deciso di sterminare gli ebrei perché è la stessa situazione che vive l’Iraq oggi.

Ma a parte il contenuto allucinante dell’articolo che potete trovare commentato in inglese sul sito di Memri, quello che ci deve far riflettere con molta attenzione è il sempre più evidente avvicinamento degli arabi e più in generale del mondo islamico alle posizioni naziste. Non è un caso che il Mein Kampf sia uno dei libri più letti nel mondo islamico e non è solo perché riguarda in qualche modo lo sterminio pianificato degli ebrei ma soprattutto perché il nazismo è il concentrato delle idee arabe e persiane che riguardano il concetto di razza superiore che domina il mondo, dove la razza ariana viene sostituita dal mondo islamico inteso come mondo religioso.

I concetti del nazismo si avvicinano terribilmente a quelli espressi dai Fratelli Musulmani e dagli Ayatollah iraniani, i primi sunniti e i secondi sciiti da secoli in guerra tra di loro per la supremazia sul mondo islamico, ma uniti dalla stessa ideologia di conquista del mondo e della supremazia dell’Islam sulle altre religioni, la stessa identica visione di Hitler anche se adattata alla religione.

Ora, il caso vuole che sia i Fratelli Musulmani che gli Ayatollah iraniani vengano considerati dall’occidente alla stregua di “islamici moderati” e “interlocutori affidabili” anche se i segnali che arrivano da quel mondo vanno tutti in direzione opposta. Non pago l’occidente sta seriamente trattando con la Turchia per il suo ingresso in Europa e facilita gli scambi commerciali con l’Iran degli Ayatollah mentre, per esempio, fa di tutto per boicottare la democrazia israeliana. Se non è un suicidio ci va molto vicino.

Troppo spesso evitiamo accuratamente di vedere i segnali che ci arrivano dal mondo islamico (sunnita e sciita), segnali che non sono affatto di pace e tolleranza o di convivenza per dirla come quelli intelligenti. Il segnale che ci manda Karim Al-Taee è solo l’ultimo di una lunghissima serie di segnali inquietanti sulla deriva nazista del mondo islamico. Continuare a far finta di nulla e a sperare in una pacifica convivenza è davvero da pazzi.

Scritto da Antonio M. Suarez

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