Islam e occidente: si guardi a quello che succede in Israele per vedere il futuro che ci aspetta

Se l’occidente vuole sapere quale futuro lo attende nel suo rapporto con l’Islam (qualsiasi Islam) deve guardare con attenzione a cosa sta succedendo in Israele e cosa si muove attorno a questi fatti, tutta la macchina di propaganda islamica e odiatrice che come un martello pneumatico produce a getto continuo informazione deviata se non addirittura falsa, il tutto con il solo scopo di togliere di mezzo l’unico ostacolo che si frappone tra il califfato globale e la conquista dell’occidente, Israele.

Non serve fare retorica, basta semplicemente guardare lucidamente i fatti. La menzogna usata da Abu Mazen per aizzare ulteriormente le masse arabe contro Israele è solo l’ultima di una lunghissima serie di menzogne, a partire dalla bugia madre, quella che Israele vuole “giudeizzare” il Monte del Tempio quando invece si vuole garantire il libero accesso ai luoghi sacri di tutte le religioni, cioè anche a quei luoghi sacri al cristianesimo e all’ebraismo. Però proprio quella “bugia madre” ci da la possibilità di capire a fondo come la pensano i musulmani in merito alle altre religioni e soprattutto come la pensano in merito ai luoghi che loro considerano “conquistati” come appunto il Monte del Tempio.

Sempre Abu Mazen, che da molti viene considerato un “moderato” e addirittura un “angelo della pace”, in un rovente discorso intriso d’odio verso chi non è musulmano pronunciato alla TV palestinese fu molto chiaro: i piedi degli infedeli non devono insozzare quello che i musulmani considerano roba loro. Sulle parole e sulle bugie di Abu Mazen ruota tutta la propaganda islamica volta a togliere di mezzo Israele, non solo per motivi d’odio antisemita ma anche e soprattutto per motivi religiosi. Ecco, la chiave è l’Islam non i supposti Diritti di un popolo mai esistito che pure viene riconosciuto come tale, la vera battaglia non è una guerra in punta di Diritto ma è una guerra di religione nella quale una parte, quella islamica, cerca di spazzare via l’altra parte, in questo caso quella ebraica. Dico “in questo caso” perché l’atteggiamento islamico verso le altre religioni, a partire da quella cristiana, non cambia nella sostanza ma solo nell’approccio e nella tecnica per toglierle di mezzo. Ne abbia parlato altre volte e abbiamo pubblicato un rapporto in merito alle tecniche di conquista adottate dai musulmani (in questo caso specifico la Fratellanza Musulmana), tecniche che al momento per comodità (gli ebrei sono pochi) vengono applicate solo a Israele e al mondo ebraico ma che, una volta finito il lavoro con gli ebrei, verranno applicate anche alle altre religioni e in particolare proprio a quella cristiana. Già tali tecniche vengono ampiamente usate in Africa e in Asia dove l’islam non ha competitori come lo Stato Ebraico e dove l’occidente guarda solo in modo distratto. La persecuzione dei cristiani in Africa, in Asia e nei paesi Musulmani è una realtà non una favoletta. Qui la prudenza e la ingannevole “strategia della gradualità” tanto cara alla Fratellanza Musulmana può essere tranquillamente saltata e si può passare comodamente alla strategia della imposizione violenta dell’Islam. In occidente questo non si potrebbe ancora fare.

E qui torniamo al discorso iniziale, cioè a quello che sta avvenendo in Israele. Se qualcuno ancora dovesse pensare che gli arabi, che prendono il nome di palestinesi, vogliano un loro Stato che viva in pace accanto a uno Stato Ebraico, si sbaglia di grosso. Gli arabi, cioè i musulmani, non vogliono un loro Stato ma vogliono conquistare e togliere di mezzo lo Stato di Israele. E’ nella logica dell’Islam, non è una novità né un discorso complottista, è semplice e banale verità. E quando, nei loro sogni, avranno finalmente tolto di mezzo Israele rivolgeranno la loro attenzione all’occidente. Lo stanno già facendo ma per ora non hanno la forza numerica per portare avanti un piano aggressivo e devono per forza di cose attuale la strategia della gradualità. Ma l’obbiettivo è la conquista e la assimilazione non l’integrazione. E se guardiamo con attenzione quello che sta avvenendo in Israele dove persino gli arabi-israeliani si rivoltano contro il loro stesso Stato, quello Stato che ha dato loro ogni tipo di Diritto che gli verrebbe negato in qualsiasi altro Stato musulmano, allora possiamo capire come sia la religione islamica a muovere il tutto e non la ricerca del Diritto.

Pensiamoci bene a tutto questo la prossima volta che leggiamo notizie provenienti da Israele e dal Medio Oriente, perché la vera battaglia per i Diritti si combatte in quelle terre. Pensiamoci bene quando leggiamo le informazioni distorte provenienti dai media arabi o da quelli occidentali asseriti all’antisemitismo. Pensiamoci e ragioniamoci sopra. Ieri dopo la bugia di Abu Mazen i media arabi avevano subito diffuso la notizia della “esecuzione” del terrorista ragazzino scatenando migliaia di commenti di odio, e quando è venuto fuori che il terrorista ragazzino non solo era vivo e vegeto ma che veniva curato in uno dei migliori centri medici del mondo, nessuno si è preso la briga di rettificare o di scusarsi, no, la campagna d’odio è continuata come se nulla fosse. Il motivo è drammaticamente semplice: a loro, ai musulmani e agli odiatori, non interessa sapere la verità, interessa solo fare in modo che Israele venga tolta di mezzo con qualsiasi sistema, a partire dall’instillare nell’occidente cieco e sordo quell’odio verso Israele che pervade ogni musulmano (o quasi) sulla terra.

Chiudo questa mia lunga riflessione con due considerazioni. La prima è che l’occidente si deve rendere conto che per l’Islam l’annientamento di Israele è solo il primo e fondamentale passo verso la conquista dell’occidente. Chiuso il discorso con gli ebrei si potrà passare ai cristiani. Quindi guardate bene quello che avviene sulle strade israeliane e aspettatevi la stessa cosa sulle vostre strade perché è nella natura islamica. La seconda considerazione si riferisce a un evento che avrà luogo a Roma il prossimo 21 ottobre, quando uno dei maggiori rappresentanti della Fratellanza Musulmana e teorico della “strategia della gradualità”, l’imam Ahmed al Tayyeb, terrà alla Camera dei Deputati italiana una lectio magistralis sull’Islam come “religione di pace”. Ecco, siamo di fronte al tipico esempio di “taqiyya”, cioè l”inganno islamico (compreso nella seconda parte della Da’wa che fa parte della strategia della Fratellanza Musulmana) volto a dissimulare la vera radice dell’Islam che è tutto meno che radicata sulla pace. Meraviglia che una persona come Laura Boldrini che si riempie sempre la bocca di parole come “Diritto” e “Diritti Umani” si renda complice di questo vero e proprio inganno.

Scritto da Carlotta Visentin

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