Islam e teologia del nazismo. Una riflessione nel giorno della memoria

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«Il nazismo esprime una forma nazionalista e totalitaria di movimento di estrema destra». Così possiamo trovare scritto su Wikipedia nelle sue prime parole della descrizione del termine “nazismo”. «Islam è un sostantivo verbale traducibile in sottomissione, abbandono, consegna totale di sé a Dio». Così sempre Wikipedia ci dice cosa sia l’Islam.

Nulla di simile, direte voi. Invece no, c’è un tratto che accomuna le due descrizioni e non è una cosa da poco: il totalitarismo. Così come il nazismo è un movimento politico totalitario, l’Islam è un movimento religioso altrettanto totalitario che pone l’ideologia religiosa al di sopra delle leggi e al di sopra di tutto. La differenza sta nel fatto che il nazismo pone una razza e la sua salvaguardia al di sopra di tutto mentre l’islam pone un credo religioso sopra ogni altra cosa. In sostanza l’islam è l’espressione teologica del nazismo.

La proficua e sanguinaria alleanza che unì il Gran Muftì di Gerusalemme, Amin al Husseini, ad Adolf Hitler non fu quindi un caso ma il frutto di una convergenza di ideologie totalitarie che possiamo ritrovare anche ai giorni d’oggi. Allora a unire il Muftì di Gerusalemme e Hitler fu l’odio per gli ebrei prima ancora che la vera e propria visione totalitaria del mondo. Oggi a unire nazismo e Islam è lo stesso odio per gli ebrei al quale va aggiunta la consapevolezza che l’Islam non si nasconde più dietro a una malcelata prudenza in merito alla “conquista del mondo” ma lo afferma apertamente.

Fanno ridere coloro che nonostante mezzo mondo sia in fiamme a causa dell’islam continuano a fare distinzione tra Islam estremista e islam moderato. Sono gli stessi che fino a qualche mese fa chiamavano islamici moderati e integrati quei ragazzi che oggi dall’Europa dove sono nati vanno in massa a combattere nelle fila dell’ISIS. Un conto è non vedere le cose, un altro conto è non volerle vedere.

Questo mondo in continuo movimento si dimentica troppo in fretta dei fatti tragici, metabolizza così in fretta che gli attacchi a Charlie Hebdo e al supermercato kosher di Parigi sembrano già un fatto di altri tempi. Gli attacchi ai luoghi simbolo degli ebrei si sono moltiplicati, gli attacchi ai giornali e ai media che mettono i discussione l’Islam sono diventati la norma e non l’eccezione. Per questa iniziativa che vuole mettere fuorilegge la dichiarazione islamica dei Diritti Umani la nostra redazione ha avuto decine e decine di minacce di ogni tipo nelle ultime 24 ore. Perché secondo voi? Perché cercano di far tacere le voci di libertà con la violenza? Chiamiamo questo fenomeno con il suo nome: NAZISMO oppure se volete NAZISMO ISLAMICO. La ferma volontà di mettere a tacere le voci libere con la violenza non potendo farlo con gli argomenti.

Abbiamo voluto aprire questa riflessione proprio oggi che è la Giornata della Memoria perché il nuovo nazismo non ha come simbolo croci uncinate su sfondo rosso, o almeno non solo, ma le mezzelune islamiche sullo sfondo nero dello Stato islamico o sul verde, che è il colore dell’Islam. Il nuovo nazismo è la versione teologica di quel totalitarismo che 70 anni fa massacrò scientemente milioni e milioni di esseri umani. E chiudiamo con una famosa poesia di Bertolt Brecht, un monito che vorremmo vi imprimeste nella testa quando oggi guarderete distratti le celebrazioni della Giornata della Memoria credendo che non sia una cosa che vi riguardi:

[quote_center]”Prima di tutto vennero a prendere gli zingari. E fui contento perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei. E stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, ed io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare.”[/quote_center]

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