Islam radicale in forte crescita in Europa. E’ allarme

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Immagine scaricata da un forum islamico francese
Immagine scaricata da un forum islamico francese

A pochi giorni dal terribile fatto di Londra dove un militare inglese è stato decapitato per strada  e dall’altrettanto raccapricciante attentato di Parigi dove un altro militare, questa volta francese, è stato accoltellato, dopo ciò che sta accadendo in Svezia, è forte allarme tra i servizi segreti europei per la crescita dell’Islam radicale in Europa. A preoccupare maggiormente sono i gruppi estremisti di Gran Bretagna e Francia che in queste settimane sono molto attivi.

Domenica scorsa alcuni detenuti islamici del carcere di massima sicurezza britannico di Sutton, nello Yorkshire, hanno cercato di prendere in ostaggio alcuni secondini allo scopo di realizzare una azione eclatante nel nome di Allah, senza però riuscire a portare a termine il loro piano. Tuttavia a seguito di questo fatto e delle indagini che ne sono seguite sono emerse una serie mail scambiate dai detenuti islamici con una loro controparte esterna secondo le quali sarebbe in corso un piano per effettuare diversi attacchi in territorio britannico.

In Francia è stato arrestato l’accoltellatore del giovane militare. Si tratta di un uomo di 21 anni identificato dalla polizia come Alexandre D. un cristiano convertito all’Islam che nell’ammettere il suo gesto ha detto di agire nel nome della sua religione contro i militari infedeli che hanno mosso guerra all’Islam in Mali e in Repubblica Centrafricana. Anche in questo caso le indagini hanno fatto emergere un quadro estremamente allarmante secondo il quale un numero sempre maggiore di giovani islamici immigrati di seconda e terza generazione si sta indirizzando verso l’Islam radicale e ha come idolo quel Mohamed Merah che nel marzo del 2012 uccise a sangue freddo quattro persone (di cui tre bambini) nella scuola ebraica di Tolosa e prima ancora aveva ucciso tre militari francesi. Dalle indagini si è anche scoperto che questi giovani portano avanti una intensa campagna di proselitismo nei confronti di loro coetanei e che, molto spesso, i convertiti all’Islam sono anche i più radicali e pericolosi. In una intervista televisiva il Ministro dell’Interno francese, Manuel Valls, ha detto che “ci sono decine, forze centinaia di potenziali Mohamed Merah in Francia” ammettendo di essere molto preoccupato.

Ma Francia e Gran Bretagna sono solo la punta dell’iceberg. Un rapporto israeliano aveva previsto alcuni mesi fa i fatti che stanno accadendo in Svezia e aveva lanciato l’allarme proprio sul pericolo rappresentato dai giovani figli di immigrati (di seconda e terza generazione, quindi teoricamente integrati) che si stanno convertendo all’Islam radicale. In particolare il rapporto rimarcava il rischio molto elevato che stanno correndo Gran Bretagna, Francia, Italia, Germania, Belgio e Spagna, tutti Paesi dove la presenza islamica è molto forte e tollerata e dove confluiscono immensi finanziamenti dai Paesi del Golfo per la costruzione di centri islamici e moschee che ben presto si trasformano in luoghi dove gli Imam radicali propagandano l’odio. Uno studio del Dott. Zvika Libman, esperto israeliano di Islam in Europa, rimarca questo rischio e aggiunge che l’attuale crisi economica che sta attraversando l’Europa contribuisce al reclutamento dei giovani islamici nelle fila dell’estremismo. Libman è uno dei principali fautori della teoria che il multiculturalismo europeo è destinato a fallire semplicemente perché questa gente non ha alcuna intenzione di integrarsi tanto che il principale bacino a cui gli estremisti islamici attingono è proprio quello dei giovani figli di immigrati nati e cresciuti in Europa.

A preoccupare fortemente i servizi antiterrorismo e di intelligence europei non sono tanto i fatti isolati come quello di Londra e Parigi e il relativo rischio di emulazione, quanto piuttosto l’incredibile fermento che c’è all’interno delle diverse comunità islamiche europee. Le rivolte in Svezia hanno avuto come spunto di partenza l’uccisione di un sospetto da parte della polizia, ma erano mesi che sul web e nei forum islamici si parlava di organizzare questa rivolta e i fomentatori di odio soffiavano sul fuoco. Ora sotto controllo sono le discussioni che riguardano in particolare la Francia e la Gran Bretagna ma anche Italia e Germania. La voglia di farsi vedere con azioni eclatanti sta crescendo e il web è un fiorire di messaggi d’odio verso gli infedeli. La pericolosissima cellula islamica sgominata in Italia lo scorso mese di aprile ne è un esempio eclatante.  L’allerta e molto alta e se la situazione in Medio Oriente dovesse precipitare i servizi europei si aspettano una vera e propria esplosione di attacchi.

Adrian Niscemi

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