Islam violento: e in Kenya chiudono le moschee

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Qualcuno finalmente inizia ad accorgersi che non è possibile convivere con l’islam. O ne sei sottomesso oppure lo combatti. Avviene in Kenya dove dopo i sanguinosi scontri di domenica scorsa tra giovani estremisti musulmani e polizia, il Governo sta valutando di chiudere le moschee di Mombasa e forse di tutto il paese.

L’antefatto

Domenica scorsa la polizia keniota è intervenuta presso la moschea di Masjid Mussa, a Mombasa, per disperdere un gruppo di giovani estremisti islamici che stavano reclutando persone da mandare a combattere in Somalia tra le fila degli al-Shabaab. Il Kenya è impegnato proprio in Somalia con il suo esercito contro i terroristi islamici di al-Shabaab. Chiaramente non potevano permettere al nemico di reclutare giovani islamici nel cuore del Kenya. Ne sono nati degli scontri che hanno provocato due morti, decine di feriti e un numero imprecisato di arresti tra gli estremisti islamici. Gli al-Shabaab, tra l’altro, sono responsabili di diversi attentati terroristici in Kenya tra i quelli quello al Westgate Shopping Mall di Nairobi. Il Governo non può permettere che al-Shabaab recluti militanti proprio in Kenya e siccome questo avviene molto spesso, domenica ha deciso di intervenire. Non è nemmeno la prima volta che gli estremisti islamici si scontrano con la polizia. Infatti di recente questo avviene quasi ogni venerdì dopo la preghiera islamica.

La decisone del Governo

A seguito di questi fatti il Governo del Kenya avrebbe deciso la chiusura delle due maggiori moschee di Mombasa , quella di Masjid Musa e quella di Masjid Sakina, e starebbe pensando di allargare il provvedimento a tutto il Paese. Il Ministro degli interni keniota ha affermato che  «il Kenya non può permettersi il lusso di far operare il nemico direttamente sul suo territorio – aggiungendo poi che – le moschee sono il maggior punto di propaganda e reclutamento del nemico islamico e quindi andrebbero chiuse».

Immediate le reazioni del mondo islamico e di diverse ONG le quali parlano di “gravi violazioni al Diritto di professare la propria religione”, quelle stesse ONG che non dicono una parola quando sono gli islamici a vietare le altre religioni o quando gli islamici perseguitano i cristiani.

La realtà è che per la prima volta viene violato il tabù islamico e si stabilisce che l’islam è il nemico, un nemico  da combattere con ogni mezzo legalmente possibile. Chissà che la decisione del Kenya almeno in Africa non faccia scuola.

Claudia Colombo

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