Israele: approvata legge che permette di cacciare politici che fomentano odio

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La Knesset, il Parlamento israeliano, ha approvato ieri una legge che permette di cacciare i politici e parlamentari che fomentano odio verso Israele, che sostengono la lotta armata e che incitano all’odio razziale.

La legge è stata approvata con 62 voti a favore e 47 contrari dopo una lunga battaglia in particolare con le opposizioni arabe. La nuova legge prevede che un parlamentare che si rende responsabile di fomentare odio verso Israele e che incita alla violenza possa essere espulso dalla Knesset con almeno 90 voti favorevoli sui 120 disponibili.

I parlamentari delle opposizioni, non solo quella araba, avevano presentato centinaia di mozioni e hanno fatto di tutto perché la legge non fosse votata. Ma alla fine il voto è arrivato.

La legge era stata proposta dopo che alcuni parlamentari arabi si erano resi protagonisti di episodi nei quali appoggiavano apertamente il terrorismo palestinese, non ultimo la visita di alcuni parlamentari arabi alle famiglie dei terroristi palestinesi uccisi sopo aver compiuto attentati contro cittadini israeliani.

L’espulsione comunque dovrà seguire un iter particolare che prevede che siano almeno 70 parlamentari, di cui 10 della opposizione, a presentare la domanda di impeachment. Dopo di che la domanda sarà vagliata dal comitato della Knesset e solo in seguito proposta alla Camera dove dovrà ottenere 90 voti per arrivare alla espulsione effettiva.

L’opposizione araba accusa il Governo di aver proposto questa legge solo per espellere Haneen (o Hanin) Zoabi, la parlamentare araba che più si è prodigata nell’incitamento all’odio verso Israele arrivando a sfiorare il vero e proprio tradimento. In realtà sono diversi i parlamentari, soprattutto arabi, che negli ultimi mesi si sono resi protagonisti di episodi di incitamento all’odio verso Israele e verso gli israeliani, da qui la necessità di una legge che punisse questi atti di tradimento verso lo Stato che pure garantisce a queste persone i loro Diritti, Diritti che non avrebbero in nessun altro Stato in Medio Oriente.

Redazione

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