Israele: aprire un corridoio umanitario verso la Siria dalle alture del Golan. Minacce iraniane

«Israele potrebbe prendere in considerazione l’ipotesi di aprire un corridoio umanitario per aiutare i civili siriani che passi attraverso le alture del Golan». A dire questo in una intervista televisiva è stato ieri il vice-premier Shaul Mofaz.

«Il Macellaio di Damasco sta commettendo un genocidio contro il suo popolo – ha continuato Mozaf – e la maggior parte del mondo occidentale si sta rendendo conto che Assad userà qualsiasi mezzo pur di conservare il potere. Questo vorrà dire altri morti, altre stragi. Per questo un Paese democratico come Israele ha il dovere di assistere le popolazioni in fuga».

Secondo Mozaf Israele dovrebbe pensare a un modo di aiutare la popolazione siriana senza però compromettere la propria sicurezza così come sta facendo la Turchia. Probabilmente il vice-premier, oltre all’apertura di un corridoio umanitario, sta pensando anche all’allestimento di campi profughi nelle Alture del Golan.

Le minacce iraniane – «Se la Siria verrà attaccata militarmente il primo a subirne le conseguenze sarà Israele». A pronunciare questa frase è stato ieri lo speaker  del Parlamento iraniano, Ali Larijani, il quale ha disegnato scenari foschi per lo Stato Ebraico in caso di intervento militare occidentale in Siria. Ieri la Francia aveva per la prima volta chiesto un intervento armato seguita poi da altri Paesi. La richiesta francese arrivava dopo che diversi Paesi della UE avevano espulso l’ambasciatore siriano per protestare contro la strage di civili in corso in Siria. «Sembra che gli Stati Uniti e l’occidente stiano preparando una nuova crisi in Medio Oriente – ha detto Larijani a un quotidiano di Teheran – ma devono essere consapevoli che il gioco è pericoloso  perché le fiamme in Siria si estenderanno a Israele». Ali Larijani ha parlato di “sollevazioni palestinesi” e di non ben definite “ritorsioni verso Israele”. Insomma, le solite cose.

Secondo Protocollo Israel

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