Israele – Hamas: oggi doveva essere il giorno della mattanza degli ebrei

Oggi è il giorno che precede Rosh Hashanah, il capodanno ebraico, ed è il giorno in cui Hamas aveva progettato la grande strage degli ebrei con un piano sventato per caso grazie alla operazione “Margine Protettivo”. Lo vogliamo ricordare perché sia ben chiaro il rischio corso dalla popolazione israeliana e in particolare dal popolo di Israele del Sud, un pericolo che purtroppo è ancora incombente non solo per il sud ma anche per il nord dove operano i terroristi di Hezbollah.

Il piano per la grande strage

Il piano di Hamas era ben congeniato. Durante le festività del capodanno ebraico la tensione si allenta, molti militari tornano a casa dai loro cari, le famiglie si riuniscono. Per i terroristi avrebbe dovuto essere un gioco passare attraverso i tunnel a centinaia, entrare in territorio israeliano e attaccare i villaggi al confine con Gaza. Per ogni tunnel avrebbero dovuto passare almeno 200 terroristi appositamente addestrati i quali avrebbero dovuto massacrare centinaia di israeliani e rapirne altrettanti. I rapimenti dovevano riguardare principalmente donne e bambini per avere un impatto maggiore sull’opinione pubblica israeliana i quali poi avrebbero dovuto servire da scudi umani per impedire la reazione israeliana alla strage. Secondo i dati raccolti dalla intelligence israeliana il piano era già pronto per scattare quando è iniziata l’operazione Margine Protettivo che ha portato alla scoperta e alla distruzione dei tunnel che si insinuavano per diversi Km in territorio israeliano e sbucavano a pochi metri dai villaggi. Oggi doveva essere l’11 settembre israeliano.

Pericolo sventato ma ancora reale

E’ impensabile cosa avrebbe potuto succedere se il piano di Hamas fosse andato a buon fine. Centinaia di morti, altrettanti rapiti e imprigionatati a Gaza come scudi umani. Pensate a cosa ha fatto Israele per salvare un solo soldato, Gilad Shalit, e chiedetevi cosa avrebbe fatto per salvare centinaia di donne e bambini nelle mani di Hamas. Ed era questo il ragionamento fatto anche dai terroristi. La domanda ora è: se questo pericolo per ora è stato sventato, quali possibilità ci sono che anche in prossimo futuro torni ad essere reale? Difficile rispondere a questa domanda. Di certo il fatto di non aver chiuso la partita con Hamas aumenta di molto le possibilità che questo rischio sia ancora concreto. Il piano di Hamas era stato pianificato come minimo da diversi mesi, i tunnel scavati, gli uomini addestrati. Come si può credere che Hamas rinunci così a mesi e mesi di lavoro?

Il pericolo arriva anche da nord e da Hezbollah

Qualche giorno fa abbiamo pubblicato un report dal nord di Israele dal quale si evince che il sospetto che anche Hezbollah abbia piani simili a quelli di Hamas è molto concreto e reale. L’intelligence israeliana è al lavoro per sventare quello che fino ad oggi è solo un sospetto, una grande azione nella Galilea portata avanti proprio grazie all’uso di tunnel che sbucano in territorio israeliano. Al momento non sono stati trovati tunnel che dal Libano entrano in Israele ma c’è quasi la certezza che questi tunnel ci siano. Un gruppo di esperti sta mettendo a punto un dispositivo che dovrebbe essere in grado di individuare eventuali tunnel sotterranei e di percepire le operazioni di scavo, ma ancora il dispositivo non è a punto. Il rischio rimane quindi elevatissimo.

Perché abbiamo ricordato tutto questo?

Abbiamo voluto ricordare il pericolo scampato per riaffermare non solo la pericolosità di Hamas (e degli Hezbollah) ma anche per ricordare alla gente comune che spesso segue distrattamente gli avvenimenti in Medio Oriente e che magari viene bombardata da notizie false messa in rete dal vasto network anti-israeliano, che Israele non fa guerre offensive, non lo ha mai fatto, ma che tutte le guerre di Israele, compresa l’ultima con Hamas, sono guerre prettamente difensive atte a garantire la sopravvivenza di Israele e del suo popolo, costantemente minacciati di distruzione dai loro nemici.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Sharon Levi

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