Israele: indecenti le dichiarazioni di Human Rights Watch sull’operazione Pillar of Defence

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La faziosità di Human Rights Watch (HRW) su Israele è pari solo a quella di Amnesty International e con le loro ultime affermazioni sull’operazione “Pillar of Defence” ne hanno dato una ulteriore prova attaccando quasi a senso unico lo Stato Ebraico accusandolo di aver violato le leggi di guerra.

Secondo HRW Israele, in occasione dell’operazione difensiva denominata “Pillar of Defence”, avrebbe usato la propria aviazione in modo sconsiderato e senza tenere conto del rischio di uccidere dei civili. Secondo la nota organizzazione internazionale i civili uccisi sarebbero stati 40. HRW condanna, in maniera molto debole il lancio di missili da Gaza verso Israele (migliaia di missili in pochi mesi) e fa un accenno piuttosto misero al fatto che quei missili fossero in effetti diretti contro la popolazione civile e non contro obbiettivi militari come invece sono stati gli attacchi aerei israeliani. In compenso parla di “uso sproporzionato della forza” da parte di Israele, usando quindi la solita formula che non si capisce bene da quale considerazione provenga e quali parametri usi per definire e distinguere un uso sproporzionato della forza da un uso proporzionato della forza.

HRW afferma che Israele ha violato le leggi di guerra in almeno 14 occasioni colpendo in maniera indiscriminata degli obbiettivi civili. Nessun cenno al fatto che nonostante oltre 1.800 (milleottocento) attacchi aerei le vittime civili siano state appena 40, tutte grazie al fatto che Hamas nasconde i suoi depositi di armi in prossimità di abitazioni civili. Nessuno cenno al fatto che i terroristi di Hamas e della Jihad Islamica non vestono in divisa così da essere riconosciuti dai civili (proprio per confondersi tra i civili) come prevede la Convenzione di Ginevra, quella si una violazione palese delle leggi di guerra.

Ed è proprio sulla Convenzione di Ginevra che HRW si basa per lanciare i propri faziosi attacchi a Israele. Però lo fa in maniera unilaterale perché applica tali paraetri solo a una parte in conflitto (Israele) e non all’altra (Hamas e Jihad Islamica). Un comportamento del tutto censurabile.

La realtà dei fatti è che il conflitto tra Israele e Hamas non può essere considerato alla stregua di un conflitto convenzionale perché da un lato, quello israeliano, c’è un esercito regolare riconoscibile dalla divisa che colpisce solo obbiettivi militari, mentre dall’altro, quello di Hamas, ci sono terroristi che vestono deliberatamente abiti civili per confondersi tra la popolazione e che attaccano solo ed esclusivamente obbiettivi civili e non militari. E il paradosso è proprio questo. Human Rights Watch (come Amnesty Internazional) pretende da Israele il rispetto delle leggi di guerra stabilite dalla Convenzione di Ginevra, ma non pretende lo stesso rispetto dai gruppi terroristi accampando la scusa che essendo Israele uno Stato democratico ha il dovere di rispettare la legge internazionale, dovere che i terroristi (essendo appunto terroristi) non hanno. Vi rendete conto di quanto ridicola sia questa disquisizione?

E possibile che un gruppo internazionale, premio Nobel per la Pace, come Human Rights Watch (e come Amnesty International) non veda queste sostanziali differenze? Secondo noi non è possibile e quindi c’è solo un motivo per cui periodicamente dobbiamo sorbirci queste dichiarazioni o rapporti tremendamente faziosi, la faziosità deliberata e l’ostilità verso Israele, una ostilità che sfiora l’antisemitismo, un antisemitismo infimo perché mascherato da difesa dei Diritti Umani, il peggiore tra gli antisemitismi.

Cosa fare in questi casi? Non è facile contrastare una corazzata come Human Rights Watch che non appena apre bocca tutto quello che dice viene preso per oro colato. L’unico sistema che abbiamo è quello di contrastarli con i fatti (loro di fatti ne raccontano pochi, in compenso abbondano con le ipotesi e i sentito dire specie da parte araba). E i fatti dicono che Israele in occasione dell’operazione “Pillar of Defence” ha reagito a migliaia di lanci di missili sulla popolazione civile del sud di Israele, che in oltre 1.800 azioni aeree ha colpito 40 civili per lo più perché nelle vicinanze di depositi di armi dei terroristi, che le azioni aeree erano tutte mirate ad obbiettivi militari a differenza di quelle di Hamas e della Jihad Islamica che invece miravano deliberatamente a obbiettivi civili, che prima di scatenare la reazione Israele ha sopportato molto a lungo (troppo) il continuo lancio di missili da Gaza verso il Sud di Israele e che spesso ha avvisato la popolazione di Gaza, via sms o con volantini lanciati dal cielo, di allontanarsi dagli obbiettivi che sarebbero stati colpiti. Questa è la realtà dei fatti e le ridicole illazione di URW non sono altro che trasposizioni deliberate della realtà stessa.

Noemi Cabitza

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