Israele: la balla dei maltrattamenti ai diplomatici europei. Ecco com’è andata veramente

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Israele – Gerusalemme: «Il fatto di essere diplomatici europei non da il Diritto a queste persone di venire in Israele e andare contro una decisione dell’Alta Corte israeliana. E in ogni caso non ci sono stati maltrattamenti da parte di nessuno». Questa la risposta di un anonimo ufficiale dell’IDF alle accuse rivolte ai militari israeliani di aver maltrattato un gruppo di politici europei.

I fatti

Le scorse settimane l’Alta Corte di Israele, in ottemperanza alle leggi contro l’abusivismo, aveva ordinato l’abbattimento di alcune case e alcune stalle fatiscenti situate a Khirbet al-Makhul, un villaggio abitato da beduini arabi. Le case e le stalle non avevano i permessi necessari per sorgere in quel posto secondo le leggi dello Stato di Israele. A quel punto è scattata la solita falsa e ideologizzata solidarietà con diversi attivisti e politici anti-israeliani che hanno cercato di creare un avamposto illegale beduino usando delle tende della Croce Rossa Internazionale, avamposto prontamente sgomberato dalle forze israeliane. Non paghi, gli attivisti e i politici europei anti-israeliani hanno cercato, ieri, di portare altre tende per ricostruire l’avamposto illegale facendosi scudo della supposta “immunità diplomatica”. Le forze di difesa israeliane hanno quindi fermato il convoglio che trasportava le tende che dovevano servire alla costruzione del nuovo avamposto e, in totale tranquillità come dimostrano le fotografie della AFP che però i pacivendoli si sono ben guardati dal distribuire, hanno iniziato una pacifica trattativa con i cosiddetti “diplomatici europei” tanto che la sig.ra Marion Fesneau-Castaing (come mostra la foto) ha potuto tranquillamente telefonare per protestare del blocco dell’esercito. A un certo punto un gruppo di esagitati beduini spalleggiato da attivisti anti-israeliani occidentali ha iniziato un fittissimo lancio di sassi contro i soldati israeliani che a quel punto hanno lanciato due granate assordanti, assolutamente innocue, al fine di disperdere la minaccia. A quel punto i militari hanno ordinato ai diplomatici europei di scendere dai camion in ottemperanza agli ordini a loro impartiti dall’Alta Corte di Israele (e anche per garantire la loro sicurezza), e al rifiuto di Marion Fesneau-Castaing – diplomatica francese già nota per le sue posizioni anti-israeliane – di scendere dal camion, è stata presa per un braccio e tirata giù. La “signora”, visto che era pieno di fotografi e cameraman, ha pensato bene di buttarsi a terra così da permettere al solito folto gruppo di giornalisti di riprendere il “maltrattamento” ai suoi danni.

In realtà nessuno ha maltrattato nessuno, anzi, sono stati i cosiddetti “diplomatici europei” che facendosi forti del loro ruolo hanno cercato di andare contro le leggi dello Stato di Israele in una chiara interferenza in questioni interne ad uno Stato democratico dove, volenti o nolenti, le leggi vengono fatte rispettare a tutti, beduini compresi.

Siamo quindi di fronte all’ennesima provocazione anti-israeliana aggrava dal fatto che nel farla questi “signori” si fanno scudo del Diritto Internazionale oltre che del loro status diplomatico, lo stesso Diritto Internazionale che garantisce a ogni Stato democratico la possibilità (l’obbligo) di far rispettare le proprie leggi. E siccome, fino a prova contraria, i territori contesi (non occupati) di cui fa parte il villaggio di Khirbet al-Makhul sono sotto la giurisdizione israeliana, questa provocazione andrebbe duramente condannata dall’Unione Europea in quanto si prefigura come una chiarissima violazione delle leggi di uno Stati di Diritto.

Noemi Cabitza

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