Israele, la nuova legge contro il terrorismo scatena già feroci polemiche

Mercoledì sera la Knesset (il Parlamento israeliano) ha approvato in prima lettura (ne servono tre) la nuova legge contro il terrorismo proposta dal Ministro della Giustizia, Ayelet Shaked, la quale prevede un deciso inasprimento delle pene per chi si macchia di atti di terrorismo, compreso il lancio di pietre, e per chi appoggia o favorisce gli atti di terrorismo.

La nuova normativa prevede pene detentive fino a 30 anni per coloro che sono colpevoli di atti di terrorismo, legalizza la detenzione amministrativa anche per coloro che appoggiano o favoriscono gli atti di terrorismo, comprese le azioni su internet per le quali è prevista una pene detentiva fino a tre anni. Chi è complice di atti di terrorismo sarà soggetto alla stessa pena di chi compie materialmente gli attentati.

«L’obbiettivo della nuova legge è quello di dare alle autorità gli strumenti legislativi adatti ad affrontare la grave minaccia rappresentata dal terrorismo» ha detto il Ministro della Giustizia Ayelet Shaked «ma anche quello di colpire coloro che con le loro azioni, anche su internet, fomentano e favoriscono gli atti di terrorismo contro la popolazione civile e le forze armate israeliane».

Durissima l’opposizione alla nuova legge contro il terrorismo da parte della Lista Araba e del partito di sinistra Meretz i quali per bocca di Ahmed Tibi (Lista Araba) sostengono che la nuova legge antiterrorismo è volta a “normalizzare l’occupazione” e a punire coloro che, come diverse ONG, appoggiano la resistenza palestinese.

In realtà la nuova legge antiterrorismo non fa altro che portare i mezzi di contrasto al terrorismo in linea con l’evoluzione delle nuove forme di terrorismo e di appoggio al terrorismo andando a punire non solo coloro che attuano le azioni terroristiche ma anche coloro che in vari modi le sostengono e le foraggiano. Per fare un esempio pratico, se oggi la nuova legge fosse già operativa l’italiano fermato nei giorni scorsi, Vittorio Fera, rischierebbe fino a tre anni di carcere e non solo l’espulsione.

La nuova normativa israeliana non mancherà chiaramente di scatenare le proteste di ONG e Organizzazioni legate al terrorismo palestinese oltre a quelle già citate della Lista Araba. Ma la situazione straordinaria richiede soluzioni altrettanto straordinarie e Israele non può più permettere all’interno del suo territorio che pseudo difensori dei Diritti Umani si nascondano dietro alla legittima difesa dei Diritti per sostenere il terrorismo di matrice palestinese come invece è successo fino ad oggi. E non può più nemmeno permettere che una pratica come quella del lancio dei sassi che tanti feriti e morti ha provocato, rimanga equiparata alla stregua di un reato minore. Le ONG se ne dovranno fare una ragione.

Scritto da Sarah F.

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