Israele: la priorità è Hezbollah non Hamas

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Ho letto con attenzione le parole/appello di Sarah F. con le quali chiedeva di risolvere definitivamente il problema Hamas, parole comprensibili e certamente dettate dalla esasperazione di essere continuamente sotto la minaccia di attentati terroristici. Ma se lasciamo da parte la comprensibile rabbia e ragioniamo in termini di strategia militare e di difesa di Israele, la priorità per i vertici militari e politici israeliani non è Hamas ma Hezbollah.

Militarmente parlando la pericolosità di Hezbollah è mille volte superiore a quella di Hamas e la guerra in Siria rischia seriamente di rafforzare ulteriormente il gruppo terrorista sciita. A dimostrarlo c’è l’ennesimo attacco  missilistico alla base militare siriana di Latakia dove erano stipati missili balistici russi SA-8 destinati a Hezbollah. Assad e l’Iran stanno approfittando del fatto che il mondo sia concentrato sulle armi chimiche siriane per trasferire sistemi d’arma a Hezbollah. Ormai sono diverse volte che ci provano e che vengono bloccati da attacchi aerei o missilistici attribuiti a Israele e non è escluso che in qualche occasione ci siano pure riusciti. E se teniamo conto che Hezbollah dispone già di un arsenale potentissimo composto da centinaia di migliaia di missili in grado di arrivare ovunque in Israele (arsenale ricostruito sotto gli occhi vigili di UNIFIL in barba alle risoluzioni Onu) un suo ulteriore potenziamento diventerebbe per Israele un pericolo mortale.

Al contrario i terroristi di Hamas (e della Jihad Islamica) dispongono di pochi missili, qualcuno in grado di arrivare ai sobborghi di Tel Aviv, ma facilmente intercettabili. Certo, possono compiere attentati, rapimenti, possono diventare tediosi, ma militarmente parlando non hanno il peso e la pericolosità che ha Hezbollah.

Per questo i vertici militari israeliani non possono materialmente concentrarsi verso Hamas e la Striscia di Gaza quando il pericolo vero è a nord. Farebbero il gioco dell’Iran e di Hezbollah. Questo non vuol dire che non possano colpire anche duramente Hamas, ma per risolvere in maniera definita il problema ci vorrebbe una operazione militare su vasta scala, un lusso che Israele in questo momento non si può permettere perché toglierebbe importanti risorse dalla difesa dei confini nord.

Secondo gli analisti del IDF il continuo rafforzamento militare di Hezbollah non ha finalità difensive ma offensive, il che vuol dire che prima o poi il gruppo terrorista libanese scatenerà la sua offensiva contro Israele. Se poi a Gerusalemme decidessero di attaccare le centrali nucleari iraniane l’attacco da parte di Hezbollah sarebbe praticamente inevitabile.

Per questi motivi l’eliminazione definitiva del “problema Hamas” non solo deve essere rinviata ma si deve ulteriormente rafforzare il controllo sui più che probabili tentativi siriani (e iraniani) di rafforzare ulteriormente Hezbollah, perché il vero pericolo arriva da loro. Israele ha dimostrato di non aver paura di colpire anche in territorio siriano ben sapendo che una ritorsione da parte di Assad è molto più di una semplice ipotesi. Ma per l’esistenza di Israele la pericolosità di Hezbollah è mille volte superiore a quella di Hamas e se una guerra ci dovrà essere sarà combattuta a nord e non a sud dello Stato ebraico.

Adrian Niscemi

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