Israele: l’Alta Corte respinge la petizione contro la legge anti-nabka

L’Alta Corte israeliana ha respinto oggi la petizione presentata da diverse organizzazioni filo-palestinesi, cittadini arabo-israeliani e membri di alcune ONG di dubbia moralità, contro la cosiddetta “legge anti-nabka” che di fatto taglia i fondi statali a quelle organizzazioni che lavorano contro lo Stato Ebraico di Israele.

La petizione era stata presentata dal Adalah Center for Arab Minority Rights al quale si erano aggiunte altre sigle quali B’Tselem, Haaretz e altre aberrazioni del genere. Secondo queste organizzazioni filo-arabe sarebbe giusto che lo Stato Israeliano finanzi anche gruppi e/o organizzazioni che lavorano per il riconoscimento della Nabka, cioè quello che i palestinesi chiamano la “tragedia palestinese seguita alla nascita dello Stato di Israele”, il che equivale a un “non-riconoscimento dello Stato ebraico”.

Per molti anni lo Stato di Israele ha finanziato queste organizzazioni filo arabe allevando di fatto una serpe in seno che ha sempre lavorato e operato contro lo stesso Stato di Israele. Con la scusa dei Diritti delle Minoranze Arabe, che per inciso godono degli stessi Diritti dei cittadini di fede ebraica, e con quella della libertà di parola (la stessa che si evoca quando si nega l’olocausto) queste organizzazioni vorrebbero essere finanziate dallo Stato di Israele per poi lavorare contro lo Stato stesso e a favore dei nemici arabi.

Con questa decisione viene finalmente posto un paletto fondamentale per il contrasto alle organizzazioni anti-israeliane residenti in Israele che tanti danni hanno fatto fino ad oggi.

Sarah F.

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