Israele: messaggi in chiaro a Teheran ed Hezbollah. Distrutti S-300 e Fateh-110

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Il doppio attacco israeliano di ieri in Siria, sebbene non confermato ufficialmente da Israele, è tutto fuorché una mossa elettorale di Netanyahu come sostengono alcuni media di sinistra israeliani. Al contrario è un messaggio molto chiaro all’Iran e ai suoi alleati regionali, Hezbollah e Assad, un messaggio che conferma ancora una volta che Israele non permetterà il trasferimento di missili o di sistemi d’arma avanzati agli Hezbollah libanesi, anche a costo di bombardare in Siria sorvolando il Libano.

Stando a quanto riferiscono alcune fonti anonime di intelligence israeliana, a essere distrutte non sarebbero state solo alcune batterie si missili terra-aria S-300 di fabbricazione russa ma anche missili terra-terra Fateh-110 di fabbricazione iraniana i quali sarebbero arrivati in Siria nei giorni scorsi a bordo di alcuni cargo provenienti da Teheran ed erano pronti per essere trasferiti in Libano agli Hezbollah. E’ la seconda volta che la consegna di Fateh-110 a Hezbollah viene impedita con attacchi aerei ma è presumibile che nei mesi scorsi alcune consegne siano riuscite. In particolare i missili distrutti ieri sarebbero stati i Fateh-110-D-1 cioè l’ultima generazione di questi missili in grado di colpire obbiettivi a 300 Km di distanza.

Solo pochi giorni fa il Comandante delle Guardie della Rivoluzione iraniana, il Gen. Mohammad Ali Jafari, aveva detto che «i missili iraniani sono in grado di colpire qualsiasi zona di Israele» riferendosi anche a quelli in possesso di Hezbollah. In effetti i Fateh-110 potrebbero essere lanciati addirittura da oltre la linea blu stabilita dalle Nazioni Unite con la risoluzione 1701 e colpire ogni punto sul territorio israeliano, quindi l’azione israeliana, ammesso che ci sia stata, è stata a tutti gli effetti una azione difensiva.

Le reazioni all’attacco

La Siria ha inoltrato formale protesta alle Nazioni Unite per denunciare l’attacco israeliano in suolo siriano, ma è prevedibile che come le altre volte non reagirà. La TV di Hezbollah, Al-Manar, ha detto che «i sionisti pagheranno per questo deliberato attacco» ma anche in questo caso è prevedibile che non si passi dalle parole ai fatti anche se, a scopo cautelativo, Israele ha innalzato lo stato di allerta nella zona nord del Paese. Stranamente per ora non arriva nessuna reazione dall’Iran, forse perché beccati con le dita nella marmellata. Nessuna reazione nemmeno dal Libano che pure è stato sorvolato dagli aerei che hanno colpito in Siria.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Sarah F.

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