Israele: nuova legge antiterrorismo contestata dai soliti pacivendoli

Ieri il Governo Israeliano ha presentato una proposta di legge in otto punti per contrastare il terrorismo palestinese, proposta che verrà discussa martedì prossimo alla Knesset e che ha già sollevato un coro di proteste da parte dei movimenti pacivendoli e degli arabo-israeliani.

Riassumendo quelle che sono le proposte inserite nella nuova legge:

  • gli arabo-israeliani che saranno catturati perché sorpresi a collaborare con i gruppi terroristi o a pianificare atti di terrorismo perderanno immediatamente la cittadinanza israeliana o la residenza nei territori della ANP
  • dopo aver scontato il loro periodo di detenzione i terroristi verranno espulsi da Israele
  • i terroristi uccisi durante un atto di terrorismo non avranno alcun funerale
  • i corpi dei terroristi non verranno restituiti alle loro famiglie, saranno sepolti in un luogo segreto senza alcuna cerimonia e senza che le famiglie possano recarsi sulle loro tombe
  • le abitazioni dei terroristi saranno distrutte entro 24 ore
  • chi lancia pietre, chi oscura il viso per provocare disordini, coloro che incitano alla violenza in qualsiasi modo, compreso verbalmente o su internet, coloro che partecipano a manifestazioni illegali o che usano mezzi di offesa quali fuochi di artificio, fionde, sassi o altri mezzi, coloro che in territorio israeliano sventolano bandiere “del nemico” compresa la bandiera palestinese, verrà arrestato e perderà tutti i diritti civili comprese le prestazioni sociali e la patente per un periodo di 10 anni
  • le famiglie dei terroristi perderanno la cittadinanza israeliana e saranno espulse a Gaza. Stessa sorte per chi esprime sostegno agli atti di terrorismo dove per “sostegno” viene inteso anche quello attraverso qualsiasi social media
  • le stamperie e tipografie che verranno sorprese a produrre manifesti che fomentano disordini o di sostegno al terrorismo verranno chiuse immediatamente

Tutta questa serie di misure è stata ieri duramente contestata dai movimenti pacivendoli e dai cosiddetti “attivisti” tra i quali ce ne sono molti occidentali che proprio attraverso i social media fomentano disordini e attentati anche attraverso la sistematica diffusione di notizia false e tendenziose. Non è ancora chiaro se queste misure verranno applicate anche ai territori contesi sotto giurisdizione israeliana. Se ciò avvenisse si potrebbe assistere finalmente alla espulsione di molti di quegli “attivisti per i Diritti” che in realtà sono collusi a tutti gli effetti con Hamas e con i terroristi.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Sarah F.

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