Israele: Obama è un nemico, è ora di prenderne atto

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Oggi su Ynet c’è un articolo molto indicativo di Attila Somfalvi che la dice lunga sulle vere intenzioni del Presidente Obama su quanto fare con il programma nucleare iraniano, cioè accettare qualsiasi accordo con gli Ayatollah per evitare un attacco in Iran da parte di Israele.

L’articolo riporta le opinioni di Israele e di molti Paesi del Golfo contrari all’accordo presentato dagli iraniani a Ginevra e accolto con favore dal gruppo dei 5+1 con eccezione della Francia. Netanyahu è stato molto chiaro e piuttosto duro in merito: Obama vuole accettare qualsiasi accordo per evitare un attacco da parte di Israele alle centrali nucleari in Iran. Punto, non ci sono altre ragioni perché l’accordo proposto dagli iraniani e sostenuto dal duo Kerry-Ashton è davvero un suicidio per la comunità internazionale e una enorme vantaggio per l’Iran.

Obama da molti anni sostiene di avere intenzione di non permettere agli iraniani di dotarsi di armi nucleari garantendo nel frattempo il suo sostegno a Israele. In realtà sin dal primo momento Obama ha lavorato per fare l’esatto contrario nel timore che un attacco israeliano in Iran avrebbe giocoforza coinvolto gli Stati Uniti. Ha fermato diverse volte Israele che stava per inviare i suoi caccia contro le centrali nucleari iraniane (si dice che in un caso gli aerei israeliani erano già in volo), ha fatto di tutto per impedire che Israele avesse facilitazioni ad attaccare l’Iran convincendo i sauditi a ritirare la loro autorizzazione al sorvolo da parte dei caccia con la Stella di David dei cieli sauditi e spingendo sull’Azerbaijan affinché non concedesse le sue basi agli israeliani. Nel frattempo ha perso tempo concedendo agli Ayatollah di arrivare veramente a un passo dalla bomba.

Ora, percependo che i tempi sono stretti e che Israele non può più rimanere inerme mentre il suo nemico mortale prepara la sua eliminazione, Obama cerca di delegittimare un eventuale intervento israeliano isolando Israele stesso. Per farlo usa furbescamente due vie: la prima è quella dell’accordo suicida con l’Iran, la seconda è quella molto più subdola dei colloqui di pace con i palestinesi, una cosa che con l’Iran c’entra ben poco e che negli equilibri in Medio Oriente non ha alcun peso, ma che serve al bugiardo Presidente americano a togliere consenso internazionale a Israele e ad isolarlo. Anche le ultime dichiarazioni di Kerry sugli insediamenti vanno in quel senso.

Ritengo quindi che i tempi siano maturi per smettere di considerare il Presidente Obama un amico di Israele. Non lo è. Ogni sua mossa, ogni sua iniziativa è stata presa in configurazione anti-israeliana. Non si capisce bene se sia solo una forma di vigliaccheria o se nasconda un vero sentimento anti-israeliano che chiaramente non può manifestare. Ma qualsiasi sia il motivo delle scellerate scelte di Obama, di certo non sono volte a tutelare l’alleato storico in Medio Oriente quanto piuttosto a isolarlo, a metterlo in difficoltà. Israele ne prenda coscienza quanto prima e tragga le conclusioni necessarie a tutelare se stesso ben sapendo che per farlo non può contare su Obama.

Adrian Niscemi

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