Israele – Palestina: attenzione a parlare di Stato unico

Attenzione a parlare di Stato unico come soluzione alla controversa situazione tra Israele e Palestina (dove per Palestina si intende uno Stato ancora a venire). Dopo quanto detto ieri da Trump sul fatto che la soluzione a due Stati non è indispensabile ho letto reazioni di ogni tipo, tra le quali alcune di fonte palestinese davvero inquietanti.

A parte che dubito che tra quelle parole ci fosse qualche allusione a uno Stato unico ma che si intendesse parlare di una “entità” palestinese indipendente su alcuni punti ma con la difesa dei confini e interna affidata a Israele. Poi solo l’idea di costruire uno Stato unico binazionale fa accapponare la pelle considerando che a quel punto gli arabi in Israele sarebbero la maggioranza e che, come fa notare il deputato arabo Ahmed Tibi (lista araba) anche lui potrebbe correre per diventare Primo Ministro di Israele e che con una maggioranza araba la vittoria sarebbe alla sua portata. Un incubo per gli israeliani, un sogno per gli arabi.

E non è che si può pensare a una soluzione a uno stato senza considerare i milioni di arabi che vivono in quello che sarebbe il futuro Israele. Ci sono e non si possono certamente espellere in massa. So che c’è qualcuno che propone questa soluzione, ma è semplicemente follia.

Personalmente la penso in maniera diametralmente opposta e continuo a ritenere la soluzione dei due Stati l’unica percorribile se non si vuole stravolgere completamente lo Stato Ebraico. Con la soluzione a uno Stato Israele si ritroverebbe sul groppone milioni di arabi (un sogno che anche il Segretario Generale della OLP già accarezza mettendo le mani avanti) invece di lasciarli al loro destino e di responsabilizzarli.

Il discorso è diverso se invece si parla di una federazione dove gli arabi siano indipendenti da Israele con cui condividerebbero solo la sicurezza, ma ritengo che anche quella soluzione risulterà impercorribile in quanto per gli arabi vorrebbe dire cedere una parte di sovranità e, soprattutto, vorrebbe dire assumersi le proprie responsabilità, creare un sistema democratico che riconosca Israele come Stato Ebraico e infine vorrebbe dire perdere quella condizione di vittime che fino ad oggi gli ha permesso di vivere di soli aiuti internazionali.

So che dicendo queste cose scontenterò molti amici che sognano l’annessione della Giudea, ma un fatto del genere vorrebbe dire tirare dentro Israele qualche milione di arabi e non credo proprio che questo possa essere positivo per lo Stato Ebraico.

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