Israele, Palestina e l’inutile mantra della pace

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E’ ora di finirla con il concetto che il conflitto tra Israele e Palestina alimenta il terrorismo e gli estremisti. E’ ora di guardare in faccia la realtà se veramente si vuole mettere fine una volta per tutte a questa infinita diatriba. La realtà è che nulla cambierà anche se Palestina e Israele arrivassero a un accordo di massima o definitivo che sancisca la fine della storia.

I motivi sono drammaticamente semplici. L’odio per Israele da parte di una buona fetta della società occidentale e della quasi totalità di quella islamica (non solo araba) prevale sull’amore per i palestinesi dei quali, anzi, non frega niente a nessuno tantomeno nel mondo arabo. Se così non fosse ci sarebbe stata una sollevazione per le migliaia di morti palestinesi nella guerra in Siria. Invece nessuno ha detto niente nonostante, secondo il sito “Al -Qassam”, i morti palestinesi in Siria siano almeno 1287. E allora, se a nessuna frega veramente niente dei palestinesi e l’odio viscerale verso Israele non diminuirà con un accordo tra israeliani e palestinesi, che senso ha insistere nella ricerca di un accordo di pace? Che senso ha se nulla cambierà?

Che dire poi di Hamas? E’ riconosciuto universalmente come un gruppo terrorista, ha preso il controllo della Striscia di Gaza con la forza massacrando senza pietà gli uomini di Fatah e tutti coloro che vi si opponevano. Controlla la Striscia di Gaza con ferrea violenza e non esita a eliminare chiunque osi mettere in dubbio la loro autorità (l’esempio di Vittorio Arrigoni è indicativo di questo). Rifiuta qualsiasi accordo di pace con Israele ribadendo il concetto che il suo obbiettivo è la distruzione dello Stato Ebraico e non la pace. Eppure, dall’Europa al Sud America passando per gli Stati Uniti, sono tutti li a trattare con questo manipolo di assassini come se fossero un partito politico piuttosto che un gruppo terrorista. Si può obbiettivamente chiedere a Israele di trattare con chi lo vuole distruggere?

Nonostante tutto questo ancora ieri il Re di Giordania, Abdullah, ha ribadito che “trovare una soluzione al conflitto israelo-palestinese è imperativo per scongiurare l’espandersi dell’estremismo e del terrorismo”, come se estremismo e terrorismo vivano grazie a questo conflitto e non grazie all’odio viscerale per Israele. E quando parlo di estremismo non mi riferisco solo a quello islamico ma anche quello molto più falso e ipocrita legato all’antisemitismo che in occidente si alimenta della questione palestinese ma solo come arma propagandistica. Se gli togliete quell’arma ne troveranno un’altra con cui alimentare l’odio verso Israele perché questo prescinde dalla questione palestinese. E’ una cosa a se stante profondamente radicata in un certo tipo di società purtroppo sempre più numerosa.

E allora, perché Israele dovrebbe mettere un accordo con la Palestina come priorità quando invece le priorità attuali sono ben altre, prima tra tutte la concreta minaccia esistenziale che arriva dall’Iran? Perché dovrebbe concentrarsi su qualcosa che alla fine non cambierà un bel niente?

Da parte dell’occidente e degli Stati Uniti c’è un concetto profondamente sbagliato sulla importanza della Palestina. Non so quanto volutamente o ingenuamente sbagliato, ma errato di sicuro. Si da alla questione palestinese una importanza che non ha e che, anche se risolta, non cambierà assolutamente niente e non inciderà né sul diffondersi dell’estremismo né favorirà la pace in Medio Oriente per il semplice fatto che per tantissima gente il problema non è la Palestina ma è Israele. E’ quella caparbietà a rimanere in vita, a difendersi con ogni mezzo sebbene circondato da miliardi di nemici, è quella volontà di Israele ad esistere il problema.

E allora finiamola con questo assurdo mantra che un accordo tra Israele e Palestina metterà fine a tutti i problemi del Medio Oriente perché non metterà fine proprio a un bel niente, tutto continuerà come prima. I palestinesi vogliono un accordo con Israele? Bene, la strada ormai la conoscono: il riconoscimento incondizionato e preventivo di Israele. Tutto il resto verrà dopo. Altrimenti si fanno solo chiacchiere basate sul nulla.

Miriam Bolaffi  

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