Israele – Palestina: fare la pace con chi e per cosa?

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Oggi Netanyahu ha incontrato in Germania il capo delle diplomazia americana, John Kerry, e come sempre non sono mancate le “assurde” dichiarazioni del braccio destro di Obama. Kerry ha invitato Israele a “uscire dalla retorica e riattivare da subito i colloqui di pace con i palestinesi”.

Ora, a quanto pare Kerry pensa che gli interlocutori di Israele nelle trattative di pace siano i palestinesi e più precisamente Abu Mazen. Solo che se si vuole veramente uscire dalla retorica e affrontare in maniera chiara e costruttiva qualsiasi trattativa di pace con gli arabi, se c’è qualcuno con cui non si può e non si deve trattare quello è Abu Mazen.

Prima di tutto non è legittimato né a trattare per conto dei palestinesi né a rappresentarli. In secondo luogo perché trattare ancora con una persona che negli ultimi dieci anni ha avuto ogni possibilità di creare uno Stato palestinese e non solo non lo ha fatto, ha fatto di tutto per non farlo. Infine, perché trattare con un “leader” arabo che con le sue menzogne sta scatenando una vera e propria guerra di religione, una Jihad prima ancora che una intifada? Si vuole essere veramente concreti e uscire dalla retorica? Bene, si smetta di trattare con Abu Mazen. E’ solo una perdita di tempo. Molto meglio inquadrare nuovi interlocutori, per esempio l’ex Primo Ministro palestinese, Salam Fayyad. Se è stato mandato via da Abu Mazen è solo perché non accettava supinamente la corruzione all’interno della ANP e aveva idee diverse da quelle della dirigenza della ANP/OLP. Ma di nomi interessanti ce ne sono diversi e poco male se non sono stati eletti, nemmeno Abu Mazen lo è visto che il suo mandato è scaduto da diversi anni. Ma poi, per risolvere veramente la questione israelo-palestinese è proprio necessario parlare con i leader palestinesi oppure sarebbe meglio uscire veramente dalla retorica e parlare con i loro creatori e finanziatori, cioè gli arabi del Golfo? Se tanto ogni decisione che prende Abu Mazen la deve prima sottoporre ai suoi creatori, tanto vale saltare direttamente l’intermediario che oltretutto è pure un ostacolo.

Ma il punto credo più importante per uscire veramente dalla retorica è quello che riguarda gli obbiettivi della pace. Per cosa si fa la pace? Per continuare come negli ultimi 60 anni oppure per creare uno Stato Palestinese che viva in pace accanto a Israele? E di Gaza cosa se ne vuol fare? Perché allora non trattare anche con Hamas? Non è che tra Al Fatah (ANP) e Hamas ci sia poi tutta questa differenza. Insomma, cosa si vuole da una trattativa tra israeliani e palestinesi? No perché è facile parlare di “trattative di pace” e di voler “uscire dalla retorica” senza però definire con chiarezza quali sono gli obbiettivi. Se si vuole uno Stato palestinese non serve convincere Israele, serve convincere i palestinesi che però non hanno nessuna intenzione né di creare un loro Stato né tanto meno di vivere in pace accanto a Israele. Loro Israele lo vogliono distruggere non viverci accanto. Loro gli israeliani li vogliono morti non viverci accanto. E allora, chi è che fa retorica, Netanyahu oppure Kerry?

Scritto da Lila C. Ashuryan

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