Israele – Palestina: la miopia europea

Risolta (si fa per dire) la questione del nucleare iraniano, com’era prevedibile la diplomazia europea e americana non paga dei danni fatti con il suicida accordo con gli Ayatollah torna a concentrarsi sulla questione palestinese e in poche ore fioccano le amenità più assurde e miopi.

La riunione dei Ministri degli Esteri dell’Unione Europea che si è svolta ieri a Bruxelles è tornata ad affrontare la questione ancora aperta tra Israele e Palestina producendo un assurdo documento finale nel quale si chiede a Israele di fermare i “trasferimenti forzati” della popolazione palestinese, di interrompere la distruzione della case abusive (pagate con i soldi della UE) costruite in Zona C e nel quale si condanna la costruzione della barriera difensiva al di fuori dei confini del 1967. La cosa assurda e che salta subito all’occhio è che nel documento finale prodotto dai Ministri degli Esteri della UE si accenna appena al lancio dei razzi da Gaza contro Israele condannando molto tiepidamente i suddetti lanci, ma non si fa nessun cenno all’obbligo per i palestinesi di riconoscere Israele prima di sedersi al tavolo di nuove trattative, non si condannano le violenze contro cittadini israeliani indotte e incentivate da Abu Mazen e dalla ANP e tanto meno si fa cenno alla drammatica situazione della sicurezza in Cisgiordania. Insomma, per l’ennesima volta si emette un documento dove si parla di “trattative tra israeliani e palestinesi” dove con il termine “trattative” si intende l’imposizione unilaterale a Israele di soggiacere ai diktat europei telecomandati dalla ANP. In sostanza per la UE non ci dovrebbe essere alcuna trattativa ma Israele dovrebbe semplicemente accettare le imposizioni palestinesi.

Ora, i Ministri degli Esteri dell’Unione Europea dovrebbero sapere che quando si parla di “trattative” tra due parti in conflitto si intende (o si dovrebbe intendere) prima di tutto che le due parti si riconoscano reciprocamente altrimenti non può partire alcuna trattativa ufficiale. Israele riconosce l’Autorità Palestinese ma la ANP non intende riconoscere Israele come Stato Ebraico. Questo punto fondamentale è stato completamente ignorato dai Ministri della UE. Poi, in seconda battuta, quando due contendenti devono trattare su qualcosa si presume che si ascoltino le richieste di ambedue le parti e non quelle di una sola delle parti. Anche in questo caso i Ministri degli Esteri della UE che si vorrebbero elevare al ruolo di “negoziatori” tra Israele e Palestina fanno poco la parte dei negoziatori e molto quella dei rappresentanti degli interessi palestinesi. Un negoziatore che si rispetti comincia con l’ascoltare tutte le parti in causa e non una sola parte. Infine, ma non meno importante, nessuno affronta il problema più grosso, cioè quello che riguarda la stessa futura Palestina: di che Palestina stiamo parlando? Di quella della ANP in Cisgiordania oppure di quella di Hamas a Gaza? La domanda non è retorica. Prima di mettersi a sedere e parlare genericamente di Palestina si dovrebbe almeno avere le idee chiare sull’obbiettivo che si vorrebbe raggiungere. Tutti parlano di una soluzione a due Stati come obbiettivo finale, bene, ma qui siamo di fronte a tre Stati, uno è Israele e poi ci sono due Stati palestinesi con due governi diversi che si fanno una guerra spietata. Con quale dei due Stati dovrebbe trattare Israele? Se prima non si risponde a questa domanda è inutile parlare di trattative tra israeliani e palestinesi. Questa è l’ABC della diplomazia e non un complicato discorso. Ma a quanto pare i Ministri degli Esteri della UE non conoscono nemmeno l’ABC della diplomazia e della negoziazione.

Noi non sappiamo se i Ministri degli Esteri della Unione Europea siano ignoranti e miopi in buona fede oppure siano semplicemente in malafede e succubi dell’ideologia araba, quello che sappiamo per certo è che se si vuole parlare di trattativa tra Israele e Palestina occorre prima avere le idee chiare su chi siano le parti a dover trattare e nel caso della questione israelo-palestinese l’unica parte certa e Israele mentre nel versante palestinese abbiamo una parte delegittimata e non rappresentativa del popolo perché non eletta, la ANP, è una parte terrorista che ha come unico obbiettivo la distruzione di Israele, Hamas. Allora, con chi deve trattare Israele? Ce lo dicano i miopi Ministri europei.

Scritto da Sharon Levi

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