Israele – Palestina: la realtà astratta di Barack Obama

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Secondo un recente sondaggio fatto in Israele la maggioranza della popolazione israeliana, a prescindere dal colore politico, non ha alcuna fiducia in Barack Obama e nel suo Segretario di Stato, John Kerry, come negoziatori tra Israele e Palestina e li trova addirittura faziosi. Giudica inutili i colloqui di pace in particolare dopo l’accordo tra Hamas e Fatah.

Barack Obama e John Kerry sembrano vivere in un mondo astratto e completamente fuori dalla realtà specialmente quando affermano che “la questione israelo-palestinese” è alla base di tutti i conflitti in Medio Oriente. Basterebbe guardarsi intorno per vedere che i conflitti in Medio Oriente centrano poco con la questione israelo-palestinese e non occorre certo essere grandi esperti di questioni internazionali per vederlo. Anzi, paradossalmente in Medio Oriente l’unica zona relativamente tranquilla è proprio quella che comprende Israele e i territori arabi sotto il controllo di Gerusalemme. Per non parlare poi del fatto che Israele è innegabilmente l’unica democrazia in tutta la regione.

Eppure secondo i due “statisti” il problema rimane la questione israelo-palestinese. Addirittura un alto funzionario americano che affianca John Kerry come negoziatore nei colloqui tra Israele e palestinesi è arrivato ad ammettere palesemente (in condizione di anonimato) la sua ostilità verso Israele e lo ha fatto in una intervista rilasciata al quotidiano Yedioth Ahronoth dove ha lasciato chiaramente trasparire che l’Amministrazione americana era poco interessata ai vari conflitti regionali (di cui per altro è per buona parte artefice) ma che a Barack Obama e a John Kerry interessava solo la nascita di uno Stato arabo palestinese. La Libia va in fiamme? Non importa. In Siria scorrono fiumi di sangue e si rischia che diventi una base permanente di Al Qaeda? Non interessa a Obama e Kerry. In Egitto sono faticosamente riusciti a disfarsi della Fratellanza Musulmana e cercano di costruire una moderna democrazia? Vanno puniti perché hanno rovinato il sogno di Obama di vedere i Fratelli Musulmani al potere in tutto il Medio Oriente. Hamas e Fatah tornano insieme dopo anni di lotte intestine e Israele interrompe i colloqui di pace perché non può chiaramente trattare con chi si allea a un gruppo terrorista? La colpa è di Gerusalemme che ha provocato questo accordo rifiutando di liberare altri terroristi assassini. Questo è in breve il pensiero di Barack Obama e del suo anfitrione, John Kerry.

A questi due “statisti” poco importa che durante questi mesi Abu Mazen non solo abbia rifiutato qualsiasi accordo o riconoscimento di Israele ma che più volte nei suoi discorsi si sia rifatto alla “dichiarazione di Khartoum” dei famosi “tre no a Israele”. Per loro è tutto normale e la nascita di uno Stato Palestinese resta la priorità a qualsiasi costo.

Francamente ci danno l’impressione di aver perso qualsiasi contatto con la realtà della politica internazionale, di non sapere che pesci prendere e così di dare la colpa di tutto questo alla questione israelo-palestinese.

John Kerry ha più volte affermato che lo status quo tra Israele e Palestina andava rivisto, ma a ben vedere è proprio quello status quo a garantire l’unica oasi di relativa tranquillità in Medio Oriente. Se questo non è essere fuori dalla realtà cos’altro è?

Scritto da Noemi Cabitza

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