Israele porta internet a Gaza. Hamas e pacivendoli furiosi

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I pacivendoli saranno furiosi. Tra qualche giorno anche gli abitanti di Gaza potranno finalmente vedere com’è il modo esterno, quello che Hamas non gli vuole far vedere. Da due giorni infatti gli israeliani e i palestinesi stanno collaborando insieme per posizionare 15 Km di cavi in fibra ottica per portare internet ad alta velocità a Gaza.

Già la notizia che israeliani e palestinesi lavorano insieme è di per se “una notiziona”. Ma la vera rivoluzione è la possibilità per gli abitanti di Gaza di poter accedere finalmente alle notizie che arrivano dal mondo esterno, quelle che Hamas per ovvie ragione tiene loro nascoste.

A dire il vero in Israele ci sono due linee di pensiero su questa cosa. La prima è quella che pensa positivo e ritiene che un accesso degli abitanti di Gaza alla libera informazione potrebbe portare gli stessi a rivoltarsi contro Hamas. La seconda, meno ottimista, pensa che sia un autogol da parte del Governo israeliano e che non bisognava concedere anche questo ai terroristi anche perché Hamas farà di tutto per “filtrare” gli accessi.

Già Hamas ha fatto sapere che non è d’accordo e che Paltel (la società di comunicazione palestinese) non aveva alcun diritto a stringere una alleanza con Israele. Come a dire che nessuno aveva chiesto il permesso ai barbuti. Il disappunto di Hamas è stato talmente preso sul serio che durante i lavori di posa dei cavi l’esercito israeliano ha organizzato una massiccia operazione di sicurezza a protezione dei lavoratori.

Ai terroristi palestinesi fanno eco i soliti pacivendoli che sostengono che a Gaza non c’era alcun bisogno di portare internet veloce in quanto è già possibile accedere alla rete con una certa facilità. Il tutto sarebbe quindi una mera mossa pubblicitaria dei soliti malvagi sionisti. Peccato che i pacivendoli non dicono che l’accesso a internet a Gaza è di esclusiva pertinenza di quelli (pochi) che se lo possono permettere, cioè i barbuti di Hamas e, appunto, i pacivendoli che operano nella Striscia di Gaza.

Insomma, preoccupa fortemente che la gente di Gaza possa avere accesso alla libera informazione e magari rendersi finalmente conto di come stanno realmente le cose. Preoccupa soprattutto il fatto che gli abitanti di Gaza possano finalmente comunicare con il mondo esterno e magari raccontarci con parole loro come si vive sotto la dittatura di Hamas.

Sarah F.

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