Israele: possibile attacco di Hezbollah. IDF non drammatizza ma crescono timori

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Nei giorni scorsi sulla stampa israeliana si sono susseguiti articoli che manifestano le preoccupazioni della intelligence e dei vertici militari per una possibile invasione di Israele da parte di Hezbollah. Lo ha fatto prima il Jerusalem Post seguito a ruota dal Time of Israel e infine da Ynet. La minaccia non viene giudicata “imminente” ma molto credibile.

Qualche giorno fa noi avevamo anticipato queste preoccupazioni con un servizio dal Nord di Israele e oggi possiamo confermare che al di la delle cautele espresse dal IDF sulla “non imminenza del pericolo” la preoccupazione in Galilea, che sarebbe il principale obbiettivo di una eventuale invasione, è palpabile e molto forte.

La notizia secondo cui Hezbollah, nel caso di una escalation al nord, avrebbe pianificato un raid su larga scala in Galilea per uccidere e rapire centinaia di israeliani, non viene affatto presa sottogamba dalla popolazione e, a quanto ci risulta, nemmeno dai comandi militari nonostante le parole rassicuranti. In tutto il nord di Israele è aumentato lo stato di allarme già alto a causa del conflitto in Siria. Si teme che in questi anni gli Hezbollah abbiano usato la stessa tecnica usata da Hamas, cioè che abbiano costruito una fitta rete di tunnel che permetta loro di sbucare in territorio israeliano e colpire a tradimento tutti i villaggi a ridosso del confine con il Libano. Una vasta zona del confine con il Libano non è accessibile alla stampa né ai civili non residenti. Sembra che sia in corso un monitoraggio molto attento del sottosuolo e che l’IDF stia predisponendo una serie di contromisure per impedire che elementi di Hezbollah si possano introdurre in territorio israeliano.

Questa mattina Ynet pubblica un articolo nel quale raccoglie indiscrezioni di ufficiali del IDF nelle quali si racconta nei dettagli come avverrebbe l’operazione studiata da Hezbollah, cioè con un attacco simultaneo via terra e via mare, portato però non come in passato da piccole cellule ma da gruppi di commandos formati da almeno 100 uomini. L’azione verrebbe accompagnata da uno sbarramento di fuoco di artiglieria e missili sulle postazioni israeliane. Una eventuale risposta di Israele innescherebbe immediatamente il lancio di migliaia di missili sul territorio israeliano.

Come si vede quindi un quadro tutt’altro che rassicurante che, al di la delle parole, non viene affatto sottovalutato dal IDF né, tantomeno, dalla popolazione della Galilea. L’allarme è molto forte ed è impossibile non percepirlo con chiarezza.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Noemi Cabitza

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