Israele: proteste sociali organizzate e pagate dall’estero

Secondo il giornalista israeliano, Yoav Yitzchak,le recenti proteste sociali che hanno visto coinvolti diversi immigrati sudanesi e che sono sfociate con azioni violente contro alcune banche in Tel Aviv, sarebbero state organizzate e finanziate da alcuni gruppi di estrema sinistra israeliani e da “entità estere che hanno interesse a destabilizzare Israele”.

Yoav Yitzchak lo riferisce sul suo sito internet News1 dove, tra e altre cose dice che la polizia sta indagando sul pagamento ricevuto dagli immigrati sudanesi per scatenare le “proteste sociali”. Fonti della polizia hanno riferito che i sudanesi hanno ammesso di aver ricevuto 400 Shekel a testa per provocare disordini a Tel Aviv e che il piano era di riceverne ancora per scatenare nuove “proteste sociali”.

Le indagini della polizia israeliana puntano direttamente ad alcuni gruppi della sinistra radicale che, non avendo alcun seguito nel paese, punta sugli immigrati e sulle loro condizioni per avere sostegno.

Ma la cosa più inquietante che sta emergendo dalle indagini è che i finanziatori di questa vera e propria campagna per destabilizzare Israele sono stranieri. Non è ancora chiaro chi siano veramente anche se i primi sospetti cadono su alcune organizzazioni antisioniste europee e americane. Nei prossimi giorni se ne saprà di più. Un fatto è certo, Israele ha nemici anche al suo interno e per questo non deve abbassare la guardia.

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