Israele riprende le importazioni da Gaza sperando che Hamas non taglieggi gli agricoltori

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Israele ha deciso di riprendere le importazioni di frutta e verdura dalla Striscia di Gaza. Lo ha reso noto ieri il COGAT (Coordination of Government Activities in the Territories) nel contesto di una nuova politica volta ad aiutare la ripresa della economia di Gaza.

Le importazioni dirette da Gaza a Israele erano praticamente bloccate dal 2007 anche se Israele permetteva il transito di merci da Gaza verso il resto del mondo ma non le acquistava per il proprio mercato interno. Con questa decisione dalla prossima settimana i coltivatori di Gaza potranno vendere i loro ortaggi e la loro frutta anche sul mercato israeliano.

La decisione è stata accolta molto positivamente da Jamal Abu al-Naja, direttore della Export Association e coordinatore della produzione di ortaggi di Gaza. In un colloquio telefonico ha detto di «sperare che tale decisione possa contribuire a far crescere il comparto agricolo della Striscia di Gaza, che possa spingere molti giovani a dedicarsi al settore dell’agricoltura e della produzione degli ortaggi e che possa spingere a un aumento dei finanziamenti bancari per questo settore». Jamal Abu al-Naja ha poi ricordato che quando Israele decise il blocco delle importazioni di frutta e ortaggi da Gaza molti piccoli agricoltori furono costretti a vendere le loro terre favorendo così gli speculatori legati ad Hamas. Solo le grandi aziende che vendevano i loro prodotti in Europa sopravvissero. «Ora si aprono nuovi orizzonti per i giovani di Gaza che hanno voglia di lavorare».

Questo è l’ultima di alcune facilitazioni concesse da Israele agli agricoltori di Gaza, ci dicono dal COGAT. Da novembre è stato permesso l’ingresso di trattori e di altri mezzi di lavorazione della terra. Da diversi mesi gli agricoltori di Gaza possono vendere i loro prodotti in Cisgiordania attraverso Israele mentre le esportazioni verso l’Europa non sono state fermate nemmeno durante la guerra di Agosto (salvo che in poche occasioni).

«Il problema ora è capire cosa farà Hamas» ci dice al telefono un imprenditore che avevamo già sentito nei mesi scorsi (nel giugno del 2014). «La cosa importante è che Hamas permetta agli agricoltori di vendere le proprie merci senza metterci le mani sopra, cioè senza gravarle di estorsioni. Se la cosa funziona l’agricoltura di Gaza potrebbe finalmente riprendere in grande stile. Dipende solo da Hamas».

Il primo carico di melanzane e pomodori destinati al mercato israeliano è previsto per domenica.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Sarah F.

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