Israele sotto forte attacco, ma per il mondo deve essere “moderato”

Decine di missili lanciati da Gaza verso il sud di Israele in poche ore, feriti e danni ingenti con un vero e proprio miracolo quando questa mattina un missile ha centrato un edificio nella città di Sderot senza provocare morti o feriti. Ma il “mondo civile” invece di condannare il lancio di missili contro i civili israeliani continua a chiedere a Israele di “essere moderato”.

Cosa significa “essere moderato” per il cosiddetto modo civile? Accettare senza reagire questo stillicidio di attacchi? Israele è già moderato perché tutte le sue reazioni fino ad oggi sono state indirizzate in maniera chirurgica su obbiettivi militari. Lo dimostrano i tanti raid aerei condotti contro obbiettivi militari nella Striscia di Gaza. Ma quanti di queste “persone civili” sarebbero in grado di sopportare che un gruppo terrorista lanci decine di missili al giorno contro i propri civili senza una forte reazione?

Il rischio è, come al solito, che i terroristi usino i civili come scudi umani e che una forte reazione israeliana faccia vittime civili. In fondo i terroristi questo lo sanno benissimo e puntano proprio su questo. Ma per quanto tempo si può continuare a sopportare questo continuo attacco senza reagire in maniera appropriata?

Israele fino ad oggi ha dimostrato ampiamente di essere moderato nella risposta al terrorismo islamico, ora è il momento di mettere da parte la moderazione e di chiudere i conti con Hamas e la Jihad Islamica. E se qualcuno protesta pazienza.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Noemi Cabitza

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