Israele sta preparando la comunità internazionale a un nuovo conflitto

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Israele non può essere più chiaro di così con l’ONU. Al Segretario Generale della Nazioni Unite, Antonio Guterres, in questi giorni in visita ufficiale in Israele, sono state elencate punto per punto tutte le mosse ostili implementate dagli iraniani in Siria e in Libano.

A Gerusalemme hanno dato particolare importanza a un incontro molto speciale, quello che Antonio Guterres ha avuto con il capo della intelligence del IDF, il Generale Herzi Halevi, il quale ha esposto al Segretario Generale dell’ONU la situazione sui vari fronti con particolare attenzione al fronte nord, quello cioè che riguarda la Siria e il Libano. Halevi ha esposto a Guterres le prove raccolte dalla intelligence di quello che stanno facendo Iran ed Hezbollah in Siria e in Libano.

«L’intenzione dell’Iran di produrre armi di precisione in territorio siriano per poter rifornire con più facilità Hezbollah è uno sviluppo inaccettabile per Israele, una minaccia che lo Stato Ebraico non può permettere che si concretizzi senza fare nulla» ha detto il Gen. Herzi Halevi al Segretario Generale dell’ONU subito dopo avergli fornito le prove di quanto sta facendo l’Iran in Siria.

Ma anche in Libano, dove l’ONU ha una importante forza di pace schierata nel sud (UNIFIL), l’asse sciita composto da Iran ed Hezbollah si sta notevolmente rafforzando alimentando una escalation del tutto indesiderata. Il Gen. Herzi Halevi ha toccato con Guterres il problema di UNIFIL che dovrebbe teoricamente impedire il riarmo di Hezbollah mentre in tutti questi anni è servito solo come “coperta” del riarmo dei terroristi libanesi e in caso di conflitto tra Israele ed Hezbollah potrebbe facilmente diventare uno scudo per i terroristi piuttosto che una forza di interposizione. Il mandato di UNIFIL scadrà alla fine di agosto, quindi tra pochi giorni, e mentre all’ONU si discute del rinnovo del mandato, Israele chiede che tale mandato venga rafforzato con misure “più decise” che consentano veramente ai militari dell’ONU di impedire che armi e missili giungano a Hezbollah o vengano trasferite a sud del fiume Litani.

Ma la cosa più importante che Israele ha cercato di far capire al Segretario Generale dell’ONU è che «la misura è colma», che Israele è fermamente deciso a impedire all’Iran di posizionarsi i pianta stabile in Siria e che «in nessun caso Israele permetterà all’Iran di produrre armi e missili in Siria», specialmente dopo le ripetute minacce esistenziali da parte dell’Iran verso lo Stato Ebraico, minacce che a Gerusalemme non vengono affatto sottovalutate, nonostante il vergognoso silenzio da parte della comunità internazionale su quelle terribili parole.

A Gerusalemme sono stati chiarissimi: le mosse iraniane in Siria e in Libano rappresentano una minaccia esistenziale per Israele, pertanto ogni azione volta a sventare tale minaccia è sul tavolo, compresa l’opzione militare che vista l’immobilità internazionale si fa sempre più concreta. Non si tratta di essere “guerrafondai”, si tratta piuttosto di istinto di sopravvivenza e di essere realisti. Adesso la palla è nel campo della diplomazia internazionale ma il tempo stringe e forse è già troppo tardi.

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