Israele: vergognoso rapporto del Dipartimento di Stato USA

Produrre un rapporto contro Israele è diventato il modo migliore per ottenere visibilità. Se fino a ieri si usavano le fotografie della Siria spacciandole per quelle di Gaza, oggi un bel rapporto critico è una garanzia certa di successo. Lo devono aver capito anche al Dipartimento di Stato americano visto che ieri hanno pubblicato un rapporto sui presunti abusi commessi da Israele in Cisgiordania anche se inquadrato in un quadro più complessivo che riguarda tutta la regione.

Uso eccessivo della forza, abusi e uccisioni

Non ci vanno tanto per il sottile al Dipartimento di Stato americano e parlano esplicitamente di uso eccessivo della forza da parte dei militari israeliani in Cisgiordania, di abusi e addirittura di uccisioni (questa la dovrebbero spiegare dove l’hanno presa). La cosa buffa e assai incredibile è che nel loro rapporto gli americani usano lo stesso metodo adottato dalla Commissione dei Diritti Umani dell’Onu, cioè non forniscono testimonianze dirette di questi presunti abusi ma riportano dichiarazioni palestinesi ottenute chissà come dato che anche in questo caso non si fa cenno alcuno a indagini svolte sul territorio. Per esempio, si parla di “espropriazione di terreni agricoli da parte di coloni” oppure di “divieto di accesso ai luoghi di culto” tutte cose che sembrano prese dalle farneticanti dichiarazioni di Abu Mazen piuttosto che da una indagine reale. In alcuni passaggi si parla persino di “uccisioni” anche se non c’è traccia di uccisioni da parte dei militari israeliani a danno di palestinesi, aa meno che per “uccisioni” non si intendano quelle ai danni di terroristi uccisi mentre attentavano alla vita di cittadini israeliani, il che le rende più che legittime.

Rapporti prodotti solo per fare pressione su Israele

L’impressione che si ha nel leggere questi rapporti così lontani dalla realtà è quella che si voglia fare una fortissima pressione mediatica su Israele al fine di costringere lo Stato Ebraico ad accettare le imposizioni delle comunità internazionale e cedere alle richieste palestinesi. Non si spiega altrimenti una cosa del genere così lontana dalla realtà sul terreno. Adesso ogni odiatore delle Terra potrà dire che “anche gli amici più stretti di Israele (opinabile) criticano Gerusalemme” producendo una pressione mediatica senza precedenti sullo Stato Ebraico. Ed è quello che pensano al Ministero degli Affari Esteri israeliano dove hanno bollato il rapporto del Dipartimento di Stato americano come una “colossale bufala”. Da notare che per dargli peso mediatico il rapporto è stato presentato da John Kerry il che non è certo una coincidenza, specie alla vigilia dei colloqui sul nucleare iraniano a cui Israele si oppone con fermezza. E infatti stranamente il rapporto del Dipartimento di Stato americano sulle violazioni dei Diritti Umani sfiora appena i Diritti violati in Iran anche se lo stesso Dipartimento di Stato ha affermato che nei prossimi giorni (dopo i colloqui a Vienna) il discorso iraniano verrà affrontato con più cura. Da notare anche che sempre ieri il Dipartimento di Stato USA ha criticato i palestinesi per essersi rivolti alla Corte Penale Internazionale ma che allo stesso tempo produce un rapporto che potenzialmente può essere usato proprio dai palestinesi per perorare la loro causa. Una politica assolutamente schizofrenica quella di Obama.

Ingerenza manifesta

Quella degli Stati Uniti è l’ultima di una lunga serie di ingerenze nelle questioni interne israeliane, ingerenze che non tengono minimamente conto delle condizioni sul terreno e che trattano la vicenda del conflitto israelo-palestinese come se fosse una lite tra condomini quando è a tutti gli effetti una situazione che produce una condizione di stato bellico. Purtroppo non si può nemmeno più sperare in una manifesta incapacità da parte di Obama di analizzare la questione, qui andiamo molto oltre alla incapacità, qui andiamo su qualcosa di studiato a tavolino al solo fine di danneggiare Israele. E questo si chiama malafede.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Sharon Levi

[glyphicon type=”euro”] Sostieni Rights Reporter

© 2015, Rights Reporter. All rights reserved. Riproduzione vietata

Recommended articles