Italia in guerra. Chiudere le frontiere

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L’ISIS minaccia sempre più da vicino l’Italia e tutto il mondo continua a stare a guardare. Si insiste a perdere tempo e nessuna riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu è stata convocata per discutere le misure da prendere in Libia.

Non è chiaro nemmeno se tale riunione sia stata chiesta, non è chiara la politica di difesa italiana, non è chiaro se in Europa il pericolo venga percepito per quello che è in realtà, cioè gravissimo. E’ come se il problema fosse tutto italiano invece di essere europeo. Ci sembra francamente che di chiaro non ci sia nulla mentre continuano ad arrivare decine di migliaia di migranti di cui non sappiamo proprio nulla e che potrebbero essere persino una testa di ponte dei terroristi dell’ISIS. Francamente è una politica suicida che nessuno comprende.

Il Governo e le opposizioni italiane continuano a stare dietro alle loro begucce politiche mentre la minaccia islamista si fa di ora in ora sempre più concreta e reale. Siamo di fronte a una classe politica davvero incomprensibile per dire di peggio, incompetente.

E purtroppo, al contrario di quello che avviene in Italia, le cose in Libia vanno avanti spedite e sembra che la cosiddetta “arma umanitaria” stia funzionando in pieno mentre il Governo italiano non ha la più pallida idea su come disinnescarla. Qui non si tratta di farne una battaglia politica (gli italiani riescono a politicizzare tutto, anche le tragedie umanitarie) ma di farne una questione di sicurezza nazionale. Non possiamo rischiare di metterci in casa decine di migliaia di potenziali nemici come stiamo facendo in queste ore. Le frontiere a sud vanno chiuse e le navi della nostra marina vanno spostate dentro le acque territoriali libiche affinché impediscano ai barconi di partire. Tanto a Tripoli non c’è più nessuno che protesterà. E se proprio vogliamo assistere questi disperati i campi vanno creati in Libia, protetti dai militari e ben organizzati (per intenderci non come quelli di Gheddafi).

Ma questi provvedimenti vanno presi adesso, vanno presi subito e senza perdere ulteriormente tempo. Se l’Italia non ha ancora capito di essere ormai sulla prima linea della guerra globale lanciata dall’islamismo allora è meglio che alzi subito bandiera bianca. Siamo in guerra e le guerre si combattono. L’alternativa è la resa. Adesso spetta a noi decidere cosa fare.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Simona S.

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