J Street alla frutta: eletto presidente musulmano e filo-palestinese

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J Street, il cosiddetto “gruppo liberale per la difesa ebraica” ha eletto un musulmano nel ruolo di Presidente del Consiglio Nazionale degli Studenti. Si chiama Amna Farooqi, 21 anni di origine pachistana.

Amna Farooqi è stato votato in maniera “decisa” dal Consiglio di J Street al Summer Leadership Institute di Washington. Secondo alcuni osservatori J Street con questa controversa elezione avrebbe voluto mandare un segnale chiaro alla destra israeliana che considera l’organizzazione ebraica “ostile” al Governo di Netanyahu.

Amna Farooqi è cresciuto in un sobborgo di Washington seguendo una istruzione musulmana anche se ha studiato anche alla Università di Gerusalemme. Nel sua prima intervista ha detto di essere cresciuto “in sintonia con la causa palestinese” e di “voler mettere fine a questo conflitto”. Tuttavia, nonostante le buone intenzioni e le dichiarazioni, sembra che Amna Farooqi sia molto più vicino alle posizioni del BDS e all’antisionismo che a quelle della difesa di Israele. Fermamente ostile alle linee politiche di Netanyahu, come del resto tutta J Street, ha detto di voler superare le differenze etnico-religiose e di sognare ebrei e arabi uniti sotto un’unica bandiera. Insomma, sogna lo Stato binazionale il che non si accorda molto con le posizioni della stessa J Street che invece dovrebbero essere per due Stati per due popoli. Non male come rappresentante di J Street.

La polemica nella comunità ebraica americana è già scoppiata. C’è chi vede in questa elezione un insulto alla difesa di Israele, chi invece vede la fine fi J Street come organizzazione votata alla difesa dell’ebraismo. Di certo sarà una elezione che farà discutere ancora a lungo.

Plaudono all’elezione di Amna Farooqi tutti i cosiddetti “riformisti” israeliani, a partire da Haaretz. J Street negli ultimi anni si era già distinta per le sue posizioni filo-arabe, ostili a Netanyahu e favorevoli, per esempio, all’accordo sul nucleare iraniano, ma con questa elezione sembra aver veramente toccato il fondo.

Scritto da Adrian Niscemi

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