Middle East

Khamenei chiede a Obama di mantenere le promesse. Ma quali promesse?

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Il discorso pronunciato ieri dal Grande Ayatollah Ali Khameni in occasione dell’anniversario della morte del fondatore della Repubblica Islamica dell’Iran, Ayatollah Ruhollah Khomeini, non è stato il solito discorso intriso di retorica ma un vero e proprio attacco agli Stati Uniti, a Israele (come sempre) e alla Gran Bretagna, un attacco che sembra basato su qualcosa che il mondo non conosce, un accordo tra USA e Iran di cui però non si è a conoscenza.

«Gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e il dannato e canceroso regime sionista (Israele n.d.r.) sono i nostri principali nemici» ha detto Khamenei in un discorso televisivo diffuso da tutte le reti iraniane.

Khamenei citando l’accordo sul nucleare iraniano ha detto che gli Stati Uniti stanno infrangendo le promesse fatte durante i colloqui per il raggiungimento di quell’accordo. Non è ben chiaro a quali accordi si riferisse il Grande Ayatollah Ali Khameni, magari bisognerebbe chiedere a Obama visto che le accuse di Khamenei sono per lo più rivolte a Washington e sinceramente non sembra che gli americani stiano infrangendo alcuno dei punti contenuti nell’accordo ufficiale, a meno che non ci siano accordi separati tra USA e Iran di cui non ne siamo a conoscenza. «Chi confida negli Stati Uniti sta commettendo un grave errore e sarà colpito con uno schiaffo» ha detto Khamenei con quello che sembrava un riferimento all’ala riformista del Paese.

Il tutto sembrerebbe incentrato su due punti specifici che non sono contenuti negli accordi sul nucleare iraniano e che riguardano il programma missilistico di Teheran e l’appoggio agli Hezbollah che gli Stati Uniti continuano a tenere nella lista nera dei gruppi terroristici. Khameni rinfaccia agli USA di continuare a boicottare sia il programma missilistico che l’appoggio ai terroristi libanesi come se ci fosse una postilla a parte negli accordi sul nucleare iraniano che preveda da parte di Washington un cambio di rotta su questi due punti. Non è la prima volta che la guida suprema iraniana nomina questo presunto accordo e che accusa gli USA di non mantenere gli impegni presi il che ci fa sospettare che effettivamente ci sia qualcosa di concreto. E l’attacco alla Gran Bretagna farebbe pensare a una presa di posizioni britannica contro questo presunto accordo tanto da spingere Obama a temporeggiare e a non mantenere gli impegni presi.

E’ chiaro che siamo nel campo delle ipotesi, però oltre alle parole di Khamenei ci sono alcuni fatti che ci fanno propendere a pensare che effettivamente qualcosa ci sia, primo fra tutti le controverse dichiarazioni della Mogherini sul programma missilistico iraniano che Lady Pesc considera regolari. E anche su Hezbollah le posizioni americane sono molto lontane da quelle europee che, fatta esclusione per una certa opposiione della Gran Bretagna (non a caso individuata come nemico), dividono il gruppo terrorista libanese in due fazioni, quella politica e quella militare, un escamotage che permette però ai leader terroristici di girare liberamente in Europa.

Scritto da Sarah F.

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  1. gianni centola