Khamenei: facciamo fuori i sionisti poi pensiamo ai cristiani

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Per capire come funziona la mentalità islamica è importante leggere il messaggio lanciato ieri dal Grande Ayatollah Khamenei ai pellegrini musulmani che si accingono a compiere il dovere del Hajj, il viaggio alla Mecca che ogni buon musulmano deve fare almeno una volta nella vita (il 5° pilastro dell’Islam).

Lo riporta integralmente FarsNews e nel leggerlo non si può non notare il carico d’odio che esso veicola. Quello che dovrebbe essere un discorso religioso che si suppone dovrebbe trasmettere pace ai fedeli, in effetti è un discorso politico a tinte fosche che individua nel sionismo il nemico principale dell’Islam e nell’occidente, Stati Uniti in testa, il mezzo con cui il nemico (sionista) attacca e tenta di distruggere i paesi islamici.

Prima di tutto individua due campi avversi. Da un lato il mondo islamico, senza distinzione di confessione ma unito, dall’altro il resto del mondo, quello non islamico. Quando afferma che «il campo avversario non può tollerare il risveglio islamico» lo fa proprio per distinguere i musulmani dal resto del mondo e per indurli alla lotta.

Poi incolpa l’occidente delle guerre civili che attraversano il mondo islamico e delle nefandezze compiute nel nome di una religione (l’Islam n.d.r.) che ricordano i barbari di una volta. Accenna alla brutalità dei gruppi terroristi che tagliano teste, aprono ventri per mangiare il cuore, uccidono donne e bambini, ma dice che «sono il prodotto delle trame sataniche e arroganti dei servizi segreti stranieri e dei loro agenti regionali». Insomma, secondo Khamenei quelle brutalità apparentemente fatte nel nome dell’Islam sono in effetti trame di chi cospira contro l’Islam stesso. Infatti poi Khamenei afferma che «queste condizioni disastrose possono interrompere il risveglio islamico» e quindi congelare importanti questioni come la liberazione della Palestina e di altre nazioni musulmane dalle prepotenze degli USA e del sionismo.

Poi, e qui viene in bello, Khamenei individua in due frasi chiave la cura a questa situazione

  • Primo: l’unità e la fratellanza dei musulmani sotto la bandiera del monoteismo.
  • Secondo: conoscere il nemico e affrontare i suoi piani e metodi.

Tralascio tutto il resto che, tra le altre cose, contiene una specie di fatwa contro chi offende o critica l’Islam per arrivare al succo del discorso di Khamenei, cioè alla individuazione del vero nemico dell’Islam: l’arrogante e criminale rete sionista.

Nulla di nuovo, direte voi, Khamenei da sempre odia i sionisti e li individua nel nemico. E’ vero ma qui c’è una differenza sottile ma non ininfluente. Khamenei, che come tutti i musulmani considera nemico chi professa un’altra religione, individua per i fedeli islamici una priorità: i sionisti. Tutto il resto, cristiani, atei, buddisti ecc. ecc. devono venire dopo, una volta sconfitto il nemico vero, cioè l’unico ostacolo che al momento si frappone tra l’Islam e la conquista del mondo professata nel Corano. Non è una distinzione non da poco perché evidenza come Khamenei consideri  le altre fedi e in particolare i cristiani, poco più di un ostacolo composto da vigliacchi e deboli, gente che offre l’altra guancia, che non è disposta a lottare. Non è un caso che nel farlo Khamenei chiami all’unità del mondo islamico e a superare le distinzioni confessionali  per sconfiggere il nemico. Quando l’Islam unito avrà sconfitto il sionismo potrà pensare a tutti gli altri.

Il messaggio di Khamenei dovrebbe far riflettere con attenzione il mondo occidentale e in particolare il mondo cristiano perché, a differenza di come qualcuno la potrebbe pensare, il Grande Ayatollah, capo del mondo sciita e persona venerata e ascoltata (per intenderci per gli sciiti – e non solo – è come in Papa per i cristiani) non esclude il mondo cristiano dal suo obbiettivo, semplicemente ci sorvola sopra perché non lo considera un pericolo per gli obbiettivi dell’Islam. Questo non vuol dire che i cristiani non corrano pericoli, anzi, sono il gradino successivo nella lista della spesa islamica.

Per lo stesso motivo il mondo cristiano dovrebbe supportare il sionismo, perché al momento è l’unico serio ostacolo che si frappone tra la democrazia e la teocrazia islamica ben rappresentata da Ali Khamenei. E se il sionismo dovesse crollare sotto i colpi dell’Islam i prossimi saranno i cristiani. Spero solo che sia chiaro.

Miriam Bolaffi

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