Kurdistan: peshmerga respingono grande attacco ISIS su Kirkuk

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I peshmerga curdi hanno respinto ieri un fortissimo attacco del ISIS su Kirkuk e zone limitrofe. Secondo quanto si apprende da fonti del Kurdistan iracheno, centinaia di miliziani dello Stato Islamico hanno lanciato un attacco coordinato e violentissimo contro alcuni villaggi a sud della città di Kirkuk ne tentativo di isolarla e poi di attaccarla e di prendere il controllo della raffineria di Syryani a sud-est di Kirkuk .

Un ufficiale dei peshmerga curdi ha raccontato che verso l’una di ieri circa 600 miliziani del ISIS hanno attaccato contemporaneamente i villaggi di Talwra, Big Homeyra, Small Homeyra, Al-Murra e Shahid con l’intento di isolare la città e di interrompere le vie di comunicazione. La reazione dei peshmerga è stata immediata. Centinaia di combattenti curdi appoggiati dagli aerei della coalizione hanno ingaggiato una feroce battaglia con i terroristi del Califfato, prima bloccandone l’avanzata poi costringendoli alla ritirata. Secondo quanto riferito dal comando militare dei peshmerga, circa 100 terroristi sarebbero stati uccisi mentre un numero imprecisato di loro sono rimasti feriti. Ieri sera si combatteva ancora nel villaggio di Murra. I comandi curdi pensano che il vero obbiettivo dell’attacco fosse la raffineria di Syryani a sud-est di Kirkuk prima ancora che la città stessa.

Polemiche sulla mancata consegna di armi ai curdi

Non si placano intanto le polemiche sulla mancata consegna di armi pesanti alle forze curde. Il Presidente Obama nei giorni scorso, sotto pressione turca e iraniana, si era opposto alla consegna di armi pesanti ai peshmerga scatenando, tra l’altro, la reazione indignata dei Paesi del Golfo. Nei giorni scorsi alcune partite di armi sarebbero state consegnate ai peshmerga dal Kuwait e altre provenienti dall’Arabia Saudita sono attese in questi giorni. I combattenti curdi sono gli unici a combattere sul terreno lo Stato Islamico ottenendo importanti vittorie ma questo non basta a Obama per decidere di aiutarli in maniera seria senza cedere alle pressioni di Ankara e Teheran.

Scritto da Sarah F.

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