Il Kurdistan preso in una tenaglia

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Regione del Kurdistan (Rights Reporter) – Finora le forze di sicurezza irachene (ISF) e i Peshmerga curdi sono giunti due volte vicini a una grave guerra civile, una volta nel 2008 e poi nel 2012, durante il mandato del precedente Primo Ministro Nouri al-Maliki.

Le tensioni scemarono notevolmente con l’avvento del califfato dello Stato Islamico quando le due forze militari si trovarono giocoforza a dover combattere l’una a fianco dell’altra.

Ma a cambiare l’attuale stato di calma tra Erbil e Baghdad potrebbe essere il referendum per l’indipendenza del Kurdistan che ieri a sancito probabilmente la vittoria del SI. Questa volta la regione si potrebbe avvicinare a un percorso incerto e pieno di insidie soprattutto perché le forze armate curde (KRG) durante in combattimenti contro Daesh hanno costantemente cercato di occupare territori in modo da mettere il Governo di Baghdad di fronte al fatto compiuto.

A Baghdad parlano di “espansionismo militare” del Kurdistan e sostengono che tale espansionismo vedrà il suo compimento subito dopo il referendum quando il Kurdistan cercherà di annettersi i territori attualmente controllati (almeno in parte) dai Peshmerga tra i quali c’è una parte importante dell’area di Kirkuk. Questa potrebbe essere una mossa molto rischiosa che rischierebbe di scatenare un conflitto armato tra il Kurdistan e l’Iraq. La domanda è se può Baghdad avventurarsi in un conflitto armato con i Peshmerga curdi.

Se con la mente torniamo a quando Daesh occupò Fallujah e Mosul non possiamo non ricordare la fuga a gambe levate dei militari iracheni di fronte ai pochi terroristi islamici. Se quindi guardiamo a quell’episodio il primo pensiero che ci viene in mente è che NO, Baghdad non può avventurarsi in un conflitto con i Peshmerga curdi. In realtà da allora molte cose sono cambiate. I militari iracheni hanno ricevuto armi e addestramento dagli americani e, soprattutto, a combattere con l’esercito iracheno ci sono le milizie sciite vicine all’Iran, un vero e proprio esercito addestrato ed armato da Teheran che si rifà agli Hezbollah libanesi e che di certo non si fa spaventare dai Peshmerga. Un problema di non poco conto per le ambizioni dell’indipendentismo curdo.

A questo va aggiunto il problema, forse sul terreno più grave, rappresentato dall’esercito turco che si trova proprio al confine con il Kurdistan. Erdogan anche questa mattina a ribadito che è pronto a spingersi fino a un intervento armato pur di impedire l’indipendenza del Kurdistan. E proprio pochi giorni fa il Parlamento turco ha rinnovato il mandato all’esercito turco che prevede azioni militari in territorio iracheno e siriano. Non è affatto un buon segnale.

E’ una tenaglia quella che si sta stringendo attorno al Kurdistan iracheno a seguito del referendum per l’indipendenza, una tenaglia che non aspetta altro che scattare come una molla per andare a regolare vecchi conti in sospeso con i Peshmerga curdi.

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