Kurdistan: prosegue la guerra a bassa intensità tra curdi e milizie sciite tra ricatti e minacce

Regione del Kurdistan (Rights Reporter) – Mentre la crisi tra il governo centrale iracheno e il governo regionale del Kurdistan continua senza sosta nel più totale disinteresse occidentale, il primo ministro curdo, Nêchirvan Barzani, ha inviato una lettera al suo omologo iracheno, Haider al-Abadi, per invitarlo a riattivare i colloqui finalizzati al risolvimento della crisi scoppiata a seguito del referendum per l’indipendenza del Kurdistan.

La risposta del Primo Ministro iracheno non si è fatta attendere. Per poter riavviare i colloqui al-Abadi ha posto le seguenti condizioni:

  • il referendum dovrà essere cancellato e con esso i risultati connessi
  • il controllo dei valichi di confine, dei confini meridionali e degli aeroporti deve passare al Governo centrale
  • le entrate derivanti dal petrolio e da altre risorse naturali nella regione del Kurdistan dovranno essere trasferite al governo centrale
  • le persone ricercate dal Governo di Baghdad devono essere consegnate all’esercito iracheno
  • i Peshmerga dovranno ritirarsi ai confini del 2003 e le forze Peshmerga dovranno passare sotto il controllo diretto del ministero della Difesa iracheno

Non è chiaro se le assurde richieste di al-Abadi derivano dalla volontà di risolvere la vertenza del Kurdistan unicamente attraverso la forza oppure sono state inoltrate a puro scopo di propaganda elettorale in previsione delle prossime elezioni in Iraq. Fatto sta che tali richiesto sono per i curdi del tutto inaccettabili quindi è presumibile che gli scontri in Kurdistan proseguiranno.