Il Kurdistan tradito da tutti. E dopo Kirkuk gli sciiti attaccano anche Shingal

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Regione del Kurdistan, Erbil (Rights Reporter) – Il Kurdistan va benissimo se combatte in silenzio, anche quando tutti gli altri sono in fuga davanti al nemico e non ci pensano nemmeno a combattere, ma poi diventa improvvisamente scomodo nel momento in cui avanza le giuste pretese di indipendenza e allora diventa lui stesso un nemico da combattere.

E’ quello che è successo in Iraq dove ieri le forze sciite, ufficialmente ai comandi di Baghdad ma effettivamente agli ordini di Teheran, hanno attaccato la città curda di Kirkuk liberata nel 2014 proprio dai curdi che l’avevano sottratta allo Stato Islamico. Ma l’offensiva non riguarda solo Kirkuk, gli sciiti al soldo degli Ayatollah iraniani ieri sera hanno attaccato anche la città Yazida di Shingal, anch’essa liberata dai Peshmerga nel 2015 dopo che l’ISIS vi aveva perpetrato una vera e propria pulizia etnica senza che nessuno intervenisse se non appunto i Peshmerga curdi. Ieri sera i Peshmerga curdi hanno respinto l’attacco ma è chiaro che è solo l’inizio di una offensiva sciita diretta al Kurdistan e non solo alla zona petrolifera di Kirkuk. Questa mattina sembra infatti che gli sciiti controllino anche la città di Shingal.

L’agenzia curda Rudaw riferisce che a seguito dell’offensiva sciita ci sono miglia di persone in fuga dalla zona di Kirkuk dirette verso Erbil. Testimoni riferiscono di immani violenze perpetrate dalle milizie sciite ai danni della popolazione curda, l’ennesima pulizia etnica che non ha nulla da invidiare a quella perpetrata a suo tempo da ISIS. Responsabile delle violenze contro la popolazione sono i miliziani di Al-Hashd Al-Shaabi, una milizia sciita irachena ma addestrata in Iran, l’equivalente di Hezbollah in Libano.

L’indifferenza occidentale, la reazione minimale di Donal Trump

E mentre Teheran allunga per interposta persona la sua longa mano sui pozzi petroliferi iracheni, l’occidente rimane criminalmente in silenzio. Nessuna reazione dall’Europa dove la sig.ra Mogherini è così intenta a chiudere affari con gli iraniani da dimenticare cosa sono i Diritti delle popolazioni e soprattutto è così infame da far finta di nulla di fronte alle violenze sciite. Donald Trump dal canto suo non è che si comporti tanto meglio. Dopo aver tradito vigliaccamente il Kurdistan ieri il Presidente americano è rimasto in silenzio affidando una stringata risposta all’attacco di Kirkuk al Dipartimento di Stato che con un ridicolo comunicato stampa annuncia la “sua preoccupazione” per le violenze di Kirkuk e chiede alle parti di “fermare le provocazioni”. Provocazioni? Capito? L’attacco sciita a Kirkuk per Trump sarebbe solo una provocazione. Nemmeno Obama, che pure con l’Iran ne ha fatte di tutti i colori, sarebbe stato così vigliacco.

Gli Stati Uniti prendano una posizione chiara

Gli Stati Uniti, che hanno addestrato e armato l’esercito di Baghdad, prendano velocemente una posizione chiara sul Kurdistan e sulle interferenze iraniane in Iraq. Ma soprattutto agiscano velocemente per fermare gli attacchi sciiti al Kurdistan perché ormai è chiaro che le milizie al soldo di Teheran non intendono fermarsi alla sola zona contesa di Kirkuk ma intendono puntare a Erbil come dimostra l’attacco a Shingal. Donald Trump non può accusare l’Iran di espansionismo e poi rimanere immobile di fronte all’attacco eterodiretto da Teheran al Kurdistan.

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