L’alleanza quasi impossibile tra Israele e Arabia Saudita

By , in Middle East on . Tagged width: , ,

israele-arabia-saudita-alleanza-iran

Una puntuale analisi di Yaron Friedman ci svela le contraddizioni che vi sono dietro alla ventilata possibilità di una alleanza tra Israele e Arabia Saudita in configurazione anti-iraniana. Non sono poche e non sono roba da nulla. C’è da superare l’odio arabo verso Israele che oltrepassa di gran lunga quello dei Wahabiti verso gli sciiti e ci sono milioni di arabi ignoranti cresciuti con la mentalità che Israele è il nemico dei nemici che “opprime i fratelli palestinesi”, una mentalità difficilmente scardinabile.

Di contro però ci sono gli interessi comuni tra Israele e Arabia Saudita, primo fra tutti proprio l’Iran. L’Arabia Saudita, nonostante in pochi ne parlino, da molti anni conduce una guerra senza quartiere contro l’Iran, una guerra che ha i connotati di un conflitto di religione che vede contrapposti gli sciiti ai sunniti. L’Iran finanzia da anni tutti i movimenti sciiti presenti nei paesi arabi. E’ dietro alla rivolta sciita in Bahrain, in Yemen, è dietro alle pulsioni sciite di quasi tutti i Paesi del Golfo. Ma gli scontri più imponenti, dove veramente Arabia Saudita e Iran si combattono senza limitazione di risorse, sono quelli in corso in Iraq e in Siria. In questi due Paesi la guerra è quasi ufficiale. Qui l’Arabia Saudita aveva ottenuto importanti vittorie grazie alle sanzioni internazionali contro l’Iran che di fatto avevano limitato considerevolmente la disponibilità economica di Teheran. Il nuovo accordo sul nucleare iraniano ha ridato fiato alle casse iraniane e quindi a tutto il contorno di gruppi e gruppuscoli che gravitano attorno a Teheran. Ma quello che unisce più di tutti Arabia Saudita e Israele è proprio il nucleare iraniano. Ambedue i paesi vedono nel programma nucleare iraniano una minaccia mortale.

Come giustamente afferma Yaron Friedman «gli interessi di Israele e Arabia Saudita in Medio Oriente non sono mai stati così vicini». Oltre ad essere entrambi preoccupati per il nucleare iraniano, entrambi supportano il nuovo Governo egiziano, entrambi vogliono Hezbollah fuori dalla Siria, entrambi hanno interesse a indebolire Al Qaeda a favore dei gruppi ribelli moderati in Siria. Tuttavia questo potrebbe non bastare al Re saudita per giustificare di fronte al suo popolo e ai milioni di musulmani che rappresenta una qualsiasi alleanza con lo Stato Ebraico.

Per questo se alleanza sarà (ed è facilissimo che lo sia) lo sarà in maniera del tutto segreta. Nei giorni scorsi la stampa araba e quella anglosassone hanno parlato di riunioni segrete tra agenti del Mossad e agenti segreti sauditi per delineare una linea di intervento comune contro l’Iran. Altri parlano di un centro di coordinamento in Giordania da dove israeliani e sauditi deciderebbero tutte le mosse in Siria e le prossime mosse in Iran. Siamo nel campo delle ipotesi e delle illazioni che però se fino a qualche anno fa sarebbero state bollate come fantapolitica oggi sono al top della realpolitik. Né Israele né Arabia Saudita hanno confermato queste voci  sempre più insistenti, ma è plausibile che effettivamente ci sia qualcosa di vero.

Quello che possiamo dire è che, vista la chiara presa di posizione di Obama a favore dell’Iran, sia Israele che Arabia Saudita si sentono traditi da quello che era il loro maggiore alleato e che hanno bisogno come l’aria di trovare una strada alternativa per combattere il pericolo derivante dall’Iran e se questo vuol dire stupire tutti e accordarsi segretamente per cooperare contro gli Ayatollah lo faranno, a dispetto di tutti e di tutto, comprese le resistenze interne che da ambo le parti di certo non mancano.

Adrian Niscemi

© 2013, Rights Reporter. All rights reserved. Riproduzione vietata

Recommended articles