La bella Italia

Novemila persone ieri hanno riempito il Palasharp di Milano. Moltissimi erano fuori perché non sono potuti entrare. Tutti con un solo grido rivolto a Berlusconi :“VATTENE”. Erano tutti comunisti come dicono gli attori del PDL? Erano la rappresentazione di una Italia superata come hanno detto ieri sera alcuni esponenti berlusconiani? NO, tra quelle migliaia di persone c’erano italiani di tutti i tipi e di tutte le idee politiche. Solo una cosa li univa: erano la rappresentazione della parte bella dell’Italia che non ci sta a farsi sputtanare da Berlusconi.

Erano quelli che alla mattina si alzano e vanno a lavorare per trainare il Paese fuori dalle sabbie mobili dove lo ha cacciato questo Governo. Erano studenti stufi di dover fare sacrifici per poi dover andare all’estero per avere una possibilità di lavoro. Erano massaie costrette a tirare la cinghia per arrivare a fine mese mentre qualche “sciacquetta” si becca migliaia e migliaia di euro prostituendosi al potere o addirittura si ritrova in Parlamento o in Regione senza avere il ben che minimo requisito se non quello di essersi prostituita per qualcosa di diverso dai semplici soldi.

C’era la parte bella dell’Italia ieri al Palasharp, quella che i media stranieri non vedono mai, quella della maggioranza degli italiani che lavora e sputa sangue, ma anche quella degli intellettuali continuamente infangati da quella che Saviano chiama “la macchina del fango”, quella dei giornalisti di prima linea che raccontano la realtà italiana e non il Paese virtuale che i padroni dei media ci vogliono far vedere, quella dei magistrati in prima linea contro la lotta alla criminalità organizzata che non è la mafia delle coppole e delle lupare, ma è quella con giacca e cravatta che siede sui posti di potere.

I peones berlusconiani si sono subito affrettati a cercare di sminuire l’evento. Di sicuro nei prossimi giorni la “macchina del fango” si rimetterà in moto, come sempre. Il primo che verrà colpito sarà Saviano (ci si può scommettere) che ieri ha mostrato tutto il suo carisma, e poi tutti gli altri che hanno avuto l’ardire di contestare il “padrone”. C’è chi è sotto attacco (pesantissimo) per avere contestato il regime e per aver denunciato le malefatte e i limiti di questo governo (ma ne parleremo a tempo debito, ora non è il momento). E’ la prassi denunciata proprio da Saviano, il sistematico tentativo di infangare l’avversario che non necessariamente è il nemico.

Però ieri si è vista finalmente (si spera) la luce alla fine del tunnel. Si è vista l’Italia bella alzarsi e dire NO, NOI NON CI STIAMO. Certo, poche migliaia di persone non possono cambiare le cose, ma è un inizio. Le novemila del Palasharp sono solo la punta dell’iceberg che ancora non trova il coraggio e la forza di emergere, ma è una speranza che tutti i cittadini italiani onesti non possono sottovalutare.

Carlotta Visentin

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