La caduta del Senatur. Il nuovo corso della Lega Nord

Ha fatto pena (nel vero senso della parola) Bossi ieri sera a Bergamo. Ha fatto pena quando ha cercato di difendere l’indifendibile parlando ancora una volta di “complotto contro la Lega Nord” e quando, dopo varie bordate di fischi, ha chiesto scusa per le azioni commesse da chi “porta il suo stesso cognome”. Ha fatto pena umanamente e politicamente.

Umanamente perché, a parte quando si è arrampicato sugli specchi con la storia del complotto, nel chiedere scusa al popolo leghista per i suoi errori di padre del trota e di padre del movimento ci ha messo la faccia, politicamente perché sarebbe stato meglio e più saggio non continuare con la pantomima del complotto e prendere il toro per le corna parlando di “persone disoneste”.

Una cosa appare evidente al di la di ogni ragionevole dubbio: l’era di Bossi e del “cerchio magico” è finita ed è iniziata l’era di Maroni. L’ex Ministro degli interni ha parlato da leader e non l’ha mandata a dire a nessuno. Tralasciando la solita retorica della “Padania libera e indipendente” buona per scaldare gli animi dei valligiani, ha parlato dei problemi del Paese, dell’immigrazione selvaggia, delle famiglie e degli imprenditori messi sul lastrico. Un discorso più politico di quello che ci si poteva spettare.

La risposta della base leghista è stata unanime, la si poteva intuire benissimo girando tra le migliaia di persone accorse all’evento. Quasi tutti erano concordi nel dire che l’era di Bossi è finita, anche se giustamente in molti pensano che fosse finita quando un ictus lo colpì. Tutti contro quelli del cosiddetto “cerchio magico”, sicuri che abbiano approfittato delle condizioni del “capo” per fare i loro affari. Tutti concordi che il futuro della Lega Nord si chiama Roberto Maroni e che la vecchia guardia vada messa in secondo piano dando mano libera a gente come Salvini, Tosi, ma anche a Cota e ad altri giovani politici.

La gente leghista è sicura che la Lega si riprenderà da questa terribile botta e che lo farà grazie a Roberto Maroni. Io non ne sono ancora così sicura, lo scandalo è devastante e ancora non si conosce tutto. Il rischio che i “moderati” saltino il fosso passando a dare il voto ad altri schieramenti è molto alto, come è molto alto il rischio che alle prossime amministrative molti leghisti non vadano a votare. Non ci vorrà molto tempo per vedere se la nuova politica di Maroni e le epurazioni sortiranno l’effetto sperato. Da quello che si è visto ieri sera la strada è quella buona, ma si dovranno convincere anche i “moderati” e non c’è molto tempo per farlo.

Carlotta Visentin

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