La democrazia secondo Erdogan

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Mentre continuano e, anzi, si allargano le proteste in Turchia con anche un cospicuo contributo di sangue da parte dei manifestanti, Erdogan non pensa minimamente di mettere in discussione il suo modello di democrazia che è quello del: se vinco le elezioni governo come mi pare e decido come mi pare.

Secondo la contorta mentalità di Erdogan il fatto che la maggioranza della popolazione turca lo abbia votato gli da il Diritto di diventare una sorta di dittatore che decide tutto a suo piacimento senza minimamente badare alle opposizioni democratiche o alle istanze di coloro che non la pensano come lui.

Nel corso degli anni Erdogan ha progressivamente preso il controllo di tutto il potere turco, da quello giudiziario a quello importantissimo dell’esercito, cioè dell’organo deputato a vigilare sulla laicità dello Stato. Ha fatto accusare i generali a lui ostili di alto tradimento e gli ha esclusi dal comando dell’esercito incarcerandoli e mettendo al loro posto persone di sua fiducia. Una volta fatto questo ha dato il via a una progressiva islamizzazione della Turchia che ancora qualcuno si ostina a definire “moderata” ma che invece è orientata al modello della Fratellanza Musulmana, cioè tutto fuorché moderata come dimostrano le ultime leggi contro l’alcool e contro le effusioni in pubblico. E quando la protesta spontanea ha preso le sembianze di una vera e propria rivolta pacifica, ha dato il via a una violentissima repressione definendo i suoi contestatori alla stregua di terroristi, bollando Twitter come una “minaccia per la società” in quanto contribuiva a “diffondere menzogne” nonché a coordinare i rivoltosi.

Le richieste dei rivoltosi rappresentano quanto di più pacifico ci possa essere, vogliono solo che Erdogan gli ascolti, che in Turchia vi sia una vera libertà di stampa (tutti i media sono controllati da Erdogan e quelli che non poteva controllare gli ha fatti chiudere), voglio un ritorno alla laicità dello Stato sancita dalla costituzione. Ma Erdogan invece di ascoltarli ha scatenato contro di loro una repressione violentissima e senza precedenti giustificando il tutto con il fatto che “essendo lui il vincitore delle elezioni poteva fare come gli pareva”. Ma che razza di democrazia è quella dove il vincitore delle elezioni diventa un tiranno? Quale democrazia non ascolta le opposizioni democratiche e reprime il dissenso con la violenza? Quale democrazia chiude i media ostili al Governo e incarcera i giornalisti?

Beh, lasciatemi dire che quella di Erdogan non è democrazia, è un regime travestito da democrazia e mi meraviglia moltissimo che alcuni burocrati europei continuino a pensare di fare entrare la Turchia nell’Unione Europea. E’ qualcosa che va contro alle idee su cui si è fondata l’Europa perché, come ha detto lo stesso Presidente turco, Abdullah Gul, “in una democrazia i voti non sono tutto e non ti danno il Diritto di fare quello che ti pare”. Non esiste il concetto di “regime democratico” a meno che non si prenda per buona la “democrazia secondo Erdogan”.

Noemi Cabitza

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