La fatwa di Grillo: niente TV per i grillini. Il confronto è un rischio

Il suocero insegna e Beppe Grillo non si fa pregare. Con una violenza dialettica tipicamente sessista che ricorda i sistemi iraniani a lui tanto cari, ha emesso una fatwa contro coloro che, iscritti al Movimento 5 stelle, partecipano ai talk show in TV.

Il comico genovese (rimane un comico nonostante la campagna mediatica messa in piedi da RAI NEWS 24 per sdoganarlo a politico) ce l’aveva con Federica Salsi, consigliera bolognese che l’altra sera ha avuto l’ardire di partecipare alla trasmissione TV Ballarò dove, addirittura, si è detta “vicina” al dissidente Giovanni Favia.

Poco importa al Mullah Grillo che Federica Salsi, 40 anni, sia una attivista storica del Movimento 5 Stelle, che pubblichi ogni mese la sua busta paga online, che lavori veramente sul territorio (non dietro a una tastiera) e che sia tra le più attive sui banchetti delle raccolte firme. La giovane grillina bolognese ha avuto il torto di andare in TV e di dire che è vicina al dissidente Favia. Non solo, la “povera ragazza” ha fatto un figurone confrontandosi apertamente sui programmi e sulle idee del movimento, cosa che Grillo con i suoi sermoni non ha mai fatto.

E allora ieri il comico iraniano-genovese ha provveduto a fare il suo solito show rigorosamente online e, in perfetto stile iraniano, ha emesso la sua fatwa. Andare in TV? E’ come trovare il punto G. E’ come essere in un circo. Butti nel cesso le fatiche fatte dagli attivisti nei banchetti. E poi via con il solito corollario di insulti. In sostanza, in TV non ci si deve andare perché poi ti fanno domande e questo è un male per il movimento perché poi possono scoprire gli altarini. Meglio fare monologhi senza contraddittorio dove dici tutto e il contrario di tutto senza che nessuno ti possa chiedere niente. Al limite, ma proprio al limite, si può rilasciare qualche intervista ma solo a giornalisti compiacenti che ti fanno domande rigorosamente concordate.

Più vado avanti più mi rendo conto che, nonostante alcune idee certamente meritorie del Movimento 5 Stelle, il suo padrone assomiglia sempre più a un Mullah iraniano o, nella migliore delle ipotesi, al peggior Berlusconi, quello per intenderci dell’ultima conferenza stampa. Grillo, come Berlusconi, rifiuta qualsiasi contraddittorio con la scusa che la stampa è asserita al potere (Berlusconi ce l’ha con la magistratura, altro potere ma stesso paranoico obbiettivo, quello di distruggerli). Di un’altra cosa mi rendo conto, il Movimento 5 Stelle è formato da una massa di attivisti che si muove a contatto diretto con la gente (lo faceva la Lega Nord agli albori della sua storia), cioè fa esattamente il contrario di quello che fa il suo padrone Grillo che evita accuratamente il contatto diretto con l’uomo della strada (a meno che i suoi spettacolini non si intendano come “contatto con la gente” dove però la gente non può chiedere nulla).

Grillo mi ricorda molto quei dittatori come Ahmadinejad (che lui adora) e Assad i quali hanno un seguito di Pasdaran che pende dalle loro labbra e se qualcuno malauguratamente osa contraddirli o chiedergli qualcosa finisce nelle prigioni di regime. Insomma, è tutto fuorché democratico. Onore al merito a Federica Salsi e a Giovani Favia che hanno avuto il merito di ribellarsi alle Fatwe del padrone e ci hanno mostrato il lato migliore di questo Movimento che non può non essere preso in considerazione. E se lo dico io che sono lontanissima dalle loro idee………

Carlotta Visentin

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