Mentre il Ministro della difesa russo Sergei Shoigu arriva a sorpresa in Iran, in Israele si annuncia l’inizio della esercitazione congiunta con gli USA denominata “Juniper Cobra” dedicata alla difesa del territorio israeliano da un attacco missilistico.

La coincidenza dei due fatti non è probabilmente del tutto casuale. Mano a mano che Israele e Stati Uniti implementano i loro progetti di difesa missilistica per difendere lo Stato Ebraico dalle crescenti minacce, la Russia aumenta la sua collaborazione con l’Iran in campo balistico e fornisce sistemi d’arma avanzati agli Ayatollah e ai loro alleati di Hezbollah.

L’esercitazione “Juniper Cobra”

Ieri i comandi del IDF e di EUCOM hanno annunciato l’inizio della importantissima esercitazione congiunta su vasta scala denominata Juniper Cobra volta a testare il grado di preparazione dell’esercito israeliano in previsione di un attacco missilistico, a testare il coordinamento tra IDF e EUCOM e infine a provare i tre sistemi di difesa missilistica di cui dispone Israele, Iron Dome (missili intercettori a corto raggio), David’s Sling (a medio raggio) e Arrow (a lungo raggio), tutti e tre frutto della collaborazione tra Israele e Stati Uniti. In una dichiarazione rilasciata in occasione dell’annuncio della esercitazione Juniper Cobra, il direttore delle esercitazioni e della sezione di valutazione dei rischi presso EUCOM, Generale Mark Loeben, ha detto che questa esercitazione è la più importante che Israele e Stati Uniti abbiano mai fatto proprio in quanto il rischio di un attacco missilistico contro Israele e notevolmente cresciuto, rischio ribadito proprio i giorni scorsi dalle minacce di Hezbollah di lanciare un devastante attacco contro gli impianti chimici di Haifa. Di “pietra miliare per i rapporti tra Stati Uniti e Israele” ha parlato invece il Generale israeliano Zvika Haimovich, capo della difesa aerea di Israele riferendosi alla più grande esercitazione congiunta tra USA e Israele mai fatta sul piano della difesa missilistica.

Il viaggio di Sergei Shoigu a Teheran

Sebbene ufficialmente il viaggio del Ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu, sia legato all’accordo tra Stati Uniti e Russia per un cessate il fuoco in Siria, ufficiosamente ha ben altri scopi. Prima di tutto sbloccare definitivamente la consegna del sistema missilistico S-300 all’Iran. In secondo luogo discutere i dettagli dell’accordo tra Mosca e Teheran per la fornitura di sistemi d’arma avanzati tra cui i caccia Sukhoi-30, accordo che vale ben 8 miliardi di dollari. Infine, secondo la intelligence israeliana, Sergei Shoigu sarebbe volato a Teheran per discutere i dettagli di una collaborazione russa per quanto riguarda l’implementazione del programma missilistico iraniano a lungo raggio, una collaborazione che vorrebbe dire un importante rafforzamento della collaborazione militare tra Russia e Iran volto a bilanciare il rinnovato appoggio militare e tecnologico americano a Israele e rivoluzionare quindi gli equilibri regionali. Siamo nel campo delle ipotesi più pessimistiche ma ci sono ragionevoli indizi che la Russia intenda rafforzare la propria collaborazione militare con Teheran non tanto per combattere il terrorismo quanto piuttosto per contrastare l’avanzamento tecnologico nella difesa anti-missile che Stati Uniti e Israele stanno portando avanti in special modo con il sistema Arrow che posizionato strategicamente in Israele metterebbe a rischio qualsiasi minaccia missilistica verso il Medio Oriente e l’Europa. La Russia non può contestare Israele per l’implementazione di un sistema difensivo contro i missili a lungo raggio, ma sa che con questo escamotage di fatto gli Stati Uniti stanno posizionando una barriera difensiva contro i missili balistici nel cuore del Medio Oriente, una cosa che a Mosca mal digeriscono.

La guerra dei missili tra Israele e Iran

In questo quadro la prima cosa che salta all’occhio è la differenza tra gli obiettivi prettamente difensivi implementati da Israele con l’alleato militare americano e gli obiettivi prettamente offensivi implementati dal programma balistico iraniano. Ad ogni passo avanti fatto dagli iraniani nel loro programma balistico a lungo raggio corrisponde un passo avanti della tecnologia difensiva israeliana. Ma il fatto che Israele sia costretto a incrementare i suoi sistemi di difesa per rispondere alle minacce iraniane deve far riflettere in merito a quelli che sono i veri obiettivi iraniani nella regione. E’ una guerra dei missili tra Israele e Iran dove i primi costruiscono sistemi per difendersi mentre i secondi studiano sistemi per colpire Israele. E qualcuno ancora ha il coraggio di parlare di “aggressività israeliana”.

Scritto da Maurizia De Groot Vos

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