La guerra sotterranea di Israele con Hamas (report)

Hamas non ha mai smesso di preparare la prossima guerra contro Israele. Mentre la parte politica guidata da Khaled Mashaal da un lato si mostra intransigente mentre dall’altro cerca alleanze con la ANP e addirittura tratta segretamente con Israele, la parte militare guidata da Mohammed Deif le studia tutte per ripristinare l’arsenale di missili e armi, tratta di allearsi con l’ISIS e organizza attentati devastanti.

Unità speciale IDF – Shin Bet

Per prevenire il riarmo dell’ala militare di Hamas, Israele ha creato una unità di coordinamento tra IDF e Shin Bet (ma anche ufficiali della polizia doganale, della Autorità Aeroportuali e del COGAD) con un duplice compito, quello di intercettare denaro, materiali bellici o adatti all’uso bellico e armi diretti nella Striscia di Gaza e nel contempo di colpire (anche con l’aiuto indispensabile dell’Egitto) ogni attività che possa rafforzare l’ala militare di Hamas. Questa unità, anche grazie all’aiuto dei servizi segreti egiziani, è riuscita a ricostruire il quadro di comando dell’ala militare di Hamas e a intercettare grandi quantità di materiale bellico.

Il quadro di comando dell’ala militare di Hamas

Lo Shin Bet è riuscito quindi a ricostruire tutto il quadro di comando delle Brigate Izz al-Din al-Qassam, una lista che comprende per lo più nomi sconosciuti ma che negli ultimi mesi hanno risalito la catena di comando di Hamas. Al comando, come detto, c’è Mohammed Deif. Gli altri nomi che formano la catena di comando dell’ala militare di Hamas emersi dalle indagini dello Shin Bet sono quelli di Muhammad Sinwar, Ahmed Ghandour, Rawahi Mushta, Ayman Noufal, Raed Saad e Marwan Issa. Tra questi il più importante è senza dubbio Ahmed Ghandour incaricato di tenere i rapporti con l’ISIS nel Sinai. Marwan Issa è invece colui incaricato di ricostruire i tunnel per il contrabbando delle armi e dei materiali bellici.

Le armi e le merci intercettate

Negli ultimi mesi Hamas ha cercato ogni strada possibile per far entrare armi e materiale a uso bellico nella Striscia di Gaza. L’unità speciale IDF – Shin Bet ha intercettato una grande quantità di questi materiali anche se è verosimile che una parte sia riuscita a passare. I carichi illegali sono nascosti molte volte all’interno di partite di aiuti umanitari, materiali per l’edilizia, alimentari, ecc. ecc. La continua distruzione dei tunnel da parte dell’Egitto ha spinto Hamas a cercare strade alternative per riarmarsi e per far giungere il denaro iraniano all’interno della Striscia di Gaza. Secondo un report sommario dello Shin Bet solo negli ultimi mesi oltre a diverse partite di armi (RPG, Kalashnikov, munizioni, ecc. ecc.) sono stati sequestrati imponenti quantità di materiale adatto alla costruzione di missili. In particolare al valico di Kerem Shalom sono stati scoperti e bloccati 10 tonnellate di ossido di ferro utili alla costruzione di circa 20.000 razzi, 6,3 tonnellate di ossido di alluminio (abbastanza per costruire 600 razzi), quattro tonnellate di grafite (per 1.300 razzi) oltre ad altri materiali utili alla costruzione di ordigni e a compiere attentati. Altri materiali utili alla costruzione di tunnel sono stati scoperti all’interno di partite di aiuti umanitari. Due settimane fa è stato intercettato un camion che ufficialmente trasportava vernice mentre invece aera carico di ossido di ferro usato per il propellente dei razzi. Durante questo periodo sono stati incriminati e rinviati a giudizio almeno 25 commercianti tra i quali figurano purtroppo anche alcuni commercianti israeliani senza scrupoli, come Michael Peretz di Mivtahim, sorpreso a vendere attrezzatura per scavare tunnel e materiali utili alla costruzione di razzi. In totale solo nel 2015 sono stati scoperti 670 tentati di contrabbando di materiali proibiti, armi e persino droni. Tutta la merce sequestrata è tenuta in un enorme magazzino nel Negev.

Una guerra sotterranea fatta di intelligence

Quella tra l’unità speciale Shin Bet/IDF e l’ala militare di Hamas è una vera e propria guerra di intelligence. Da un lato i terroristi che cercano con ogni mezzo possibile di ricostruire l’arsenale bellico e di entrare in possesso dei finanziamenti iraniani, dall’altro lo Shin Bet, l’IDF e le altre autorità israeliane che cercano di impedirlo. Intorno a questo scontro quotidiano e intenso (ma sotterraneo) gira tutto un sistema che vede implicati i servizi segreti egiziani, il Mossad, l’ISIS nel Sinai, i servizi segreti iraniani e naturalmente Hamas. In ballo non c’è solo la volontà di impedire ad Hamas di riarmarsi per la prossima guerra ma anche di impedirgli di stringere pericolose alleanze con l’Iran oppure con l’ISIS nel Sinai, alleanze in realtà già in essere ma che possono essere rese inutili da un continuo controllo sulle merci in ingresso a Gaza e soprattutto da azioni mirate volte a scardinare l’ala militare di Hamas. Già il fatto che lo Shin Bet sia in possesso dell’organigramma delle Brigate Izz al-Din al-Qassam è una cosa buona. Ora si tratta solo di colpire i terroristi al momento opportuno.

Scritto da Maurizia De Groot Vos

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