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Quando i bambini vengono addestrati alla guerra invece di studiare sui libri, quando allevi le nuove generazioni arabe con l’idea della «Jihad nel nome di Allah» invece di inculcare loro l’idea che possano usare il loro intelletto per creare qualcosa di utile, allora c’è ben poco di che parlare di pace.

La scorsa settimana Hamas ha distribuito un video di propaganda (l’ennesimo) dove vengono mostrati adolescenti arabi che si addestrano al combattimento, alla Jihad nel nome di Allah, alla guerra religiosa totale contro il nemico che per adesso si chiama Israele ma che nei sogni dei terroristi arabi sono tutti gli infedeli.

Il video, tradotto dal Middle East Media Research Institute (MEMRI), mostra l’addestramento degli adolescenti arabi alla guerra, mostra quelle che Hamas chiama “le avanguardie della liberazione”, giovanissimi ragazzini indottrinati alla religione e alla cultura dell’odio che intervistati dicono di «prepararsi alla battaglia finale contro i nemici che occupano la nostra terra», bambini orgogliosi di prepararsi alla Jihad nel nome di Allah.

Sono i campi estivi gestiti dalle Brigate Al-Qassam dove la parola d’ordine non è “futuro” ma “martirio”, dove l’odio viene inculcato in profondità e le nuove generazioni di jihadisti vengono preparate alla guerra totale, alla Jihad nel nome di Allah contro gli infedeli. Sono i luoghi dove ogni seppur minima speranza di pace svanisce nel mare di odio con cui vengono avvelenate le nuove generazioni di arabi.

In Europa i politicanti si riempiono la bocca con la parola “pace” senza rendersi conto che tutto intorno a loro il mondo arabo si prepara alla guerra santa. Sperano che l’odio arabo verso gli infedeli si limiti a Israele e non si rendono conto che dopo quelli del sabato ci saranno quelli della domenica, dopo gli ebrei toccherà ai cristiani.

Eppure i segnali di tutto questo sono ben visibili anche in Europa. Il terrorismo palestinese ha esportato le sue tecniche terroristiche e di massacro, le uniche invenzioni che può vantare. Mentre il mondo civile è impegnato nella ricerca per salvare vite, il mondo arabo è impegnato nella ricerca di nuove tecniche di uccisione. Mentre il mondo civile cerca la pace, il mondo arabo vuole la Jihad nel nome di Allah. Mentre il mondo civile cerca di allevare i propri figli nella cultura della vita e della pacifica convivenza, il mondo arabo alleva i suoi figli nella cultura dell’odio e della morte, del martirio.

E allora, pace con chi? E di quale pace parliamo? Noi per pace intendiamo quel periodo di pacifica convivenza caratterizzato dalla assenza di conflitti, loro per pace intendono lo sterminio o la sottomissione degli altri. Se agli europei va bene la pax araba è una loro scelta, a Israele la pax araba non va bene. Vogliono la pace? Bene, comincino ad allevare i loro figli nella cultura della vita invece che allevarli nella cultura della morte e della Jihad nel nome di Allah.

https://youtu.be/QZEE2i2wZjw

Scritto da Lila C. Ashuryan

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La «Jihad nel nome di Allah» dei bambini arabi. Pace con chi?

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