La Lega ce l’ha moscio con Berlusconi. Finito il celodurismo leghista?

Anche ieri manifestazioni contro Berlusconi. Anche ieri attacchi di Berlusconi a magistratura e opposizione. Anche ieri balle colossali dal regime su riforme e azione politica. Insomma anche ieri il teatrino della politica berlusconiana ha messo in piedi il solito triste show.

E la Lega? La Lega tace come sempre, non si capisce se per imbarazzo, per scelta politica o, peggio, per obbedire agli ordini del padrone che, intanto, torna indietro al peggio della Prima Repubblica, al peggio della politica e al peggio della ipocrisia imbarcando chiunque possa dargli un voto in Parlamento, da Scilipoti e Pannella, cioè tutte quelle cose che la Lega diceva di detestare e di voler combattere.

Una volta quelli della Lega dicevano di “avercelo duro” e urlavano contro “Roma ladrona”. Oggi che sono adagiati sulle poltrone romane e diventano parte di quella Roma ladrona che dicevano di voler combattere, si accontentano di un finto federalismo pur di non mollare quella poltrona rinnegando persino quella ideologia che li ha portati dove sono ora a discapito del “popolo padano” ma, peggio ancora, sono diventati i valletti dell’uomo di Arcore arrivando ad accettare di collaborare con gente come Cosentino o Dell’Utri, cioè con quella parte della politica che loro, che lo avevano duro, dicevano di voler combattere. Insomma una volta ce lo avevano duro, adesso nemmeno con il Viagra lo possono dire.

Ogni tanto Bossi si fa sentire e lancia qualche “avvertimento” per poi tornare velocemente tra le fila dei peones berlusconiani nel ruolo di paggetto pronto a sostenere il padrone. Anche la base della Lega inizia a vedere questo doppio senso imbarazzante e fa sentire la propria voce. Ma nemmeno questo smuove i leader leghisti che vanno in TV a difendere il padrone e le sue malattie sessuali. Alla fine l’unico che ce l’ha duro è proprio Berlusconi, non si sa come faccia, ma è così.

Ora, dopo Scilipoti, dopo Dell’Utri e Cosentino, dovranno digerire senza fiatare anche Pannella perché il padrone ha bisogno dei suoi voti in Parlamento. Davvero triste la fine che sta facendo il partito di Bossi. Da ce l’ho duro a ce l’ho moscio nel volgere di pochi anni.

Carlotta Visentin

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