La libertà dell’occidente e le mura di Gerusalemme

Una Jihad culturale per conquistare l’occidente partendo dalle mura di Gerusalemme. E’ questo che hanno in mente i musulmani mentre anche il Papa tace e si piega ai desiderata islamici.

Il caso della assurda risoluzione dell’UNESCO che nega qualsiasi collegamento dell’ebraismo al Monte del Tempio, al Muro del Pianto e ai luoghi sacri per l’ebraismo e il cristianesimo (a proposito, che ne pensa Papa Francesco?) non è isolato, domani 21 paesi ne voteranno un’altra intitolata “Old City of Jerusalem and its Walls” che non solo ricalca quella di qualche giorno fa ma cancella anche i pochi riferimenti alla importanza per le tre religioni dei luoghi sacri cancellando quindi qualsiasi riferimento all’ebraismo e al cristianesimo.

E’ incredibile come l’occidente si presti a quella che qualcuno ha definito una “Jihad culturale”, qualcosa che pur di dare credibilità a un popolo e una nazione inesistenti e inventai dal nulla, quella palestinese, arriva a stravolgere non solo la storia ma persino le religioni andando a riscrivere millenni e millenni di storia.

Tutti sono rimasti colpiti dalla decisa seppur tardiva presa di posizione del Premier italiano, Matteo Renzi, e dalla retromarcia di Messico e Brasile, ma a questo punto le parole non bastano più. I mandanti di questa Jihad culturale hanno nomi e cognomi, far finta di nulla non è più consentito. Non ci si può limitare a contestare il contenuto delle assurde risoluzioni se poi si lasciano i responsabili liberi di continuare o addirittura li si premia con finanziamenti a fondo perduto e a pioggia. Se si vuole mandare un segnale veramente serio e mettere fine una volta per tutte a questo teatrino dell’assurdo si deve andare a toccare quello che per i palestinesi e per l’UNESCO è il fattore più importante, i soldi.

E’ evidente che dietro a questa Jihad culturale che punta a cancellare la storia ebraica e cristiana ci siano prima di tutto i palestinesi e poi i maggiori paesi musulmani che hanno visto nell’utilizzo della “causa palestinese” un veicolo per diffondere l’islam e nel contempo negare la storia delle altre religioni. Perché allora criticare le decisioni dell’UNESCO per poi continuare ad alimentare chi vuole tutto questo senza battere ciglio? E’ un paradosso grottesco e allo stesso tempo pericoloso perché mostra un occidente debole nei confronti dei “conquistatori islamici”, un occidente facile alle parole ma poco propenso a fare i fatti.

Se si vuole passare dalle parole ai fatti si blocchino subito i finanziamenti ai mandati di questa Jihad culturale, i palestinesi, e si condizionino i finanziamenti diretti all’UNESCO al rispetto delle sue linee guida, al rispetto della condizione di imparzialità e soprattutto al ristabilimento della verità storica. Ogni altra azione o dichiarazione è un semplice esercizio di ipocrisia. E mai come in questo momento le parole di Ugo La Malfa risuonano sinistre: «la libertà dell’occidente si difendo sotto le mura di Gerusalemme”»

Scritto da Einav Ben H.